Tag: Page Rank

  • SEO in pillole #4: usa gli strumenti di analisi

    SEO in pillole #4: usa gli strumenti di analisi

    Scrivere contenuti interessanti e ottimizzati SEO non è sufficiente a scalare il Page Rank. Dopo la pubblicazione dobbiamo monitorare l’andamento del nostro sito per scoprire dove e come intervenire per migliorare le nostre performace. Scopriamo quindi come usare gli strumenti di analisi!

    Lo si ripete spesso e lo dicono anche i “guru” della SEO, non esiste una formulina magica che basta applicare per riuscire ad apparire sempre più in alto nella Serp. Per questo esistono dei tool che possono aiutarci a comprendere quali sono i nostri punti deboli, fornendoci la possibilità di migliorare. 

    Il primo tra tutti è la Google Search Console di Google, di cui abbiamo già parlato nel precedente articolo di questa Rubrica. Come funziona e come ci può aiutare a migliorare la nostra SEO?
    Accedendo alla Search Console per il nostro sito, troveremo una serie di funzioni elencate in una sidebar alla sinistra dello schermo. Il menù che andremo a selezionare è “Traffico di Ricerca”, che contiene una serie di voci di sottomenù che ci danno informazioni preziosissime. Ad esempio la “Analisi delle ricerche” ci dice quali parole/frasi hanno portato alla visualizzazione del nostro sito nelle ricerche degli utenti; i “Link che rimandano al tuo sito” ci dicono quali siti rimandano al nostro e che stanno creando la nostra reputazione; la “Usabilità da dispositivi mobili” è un rapido check della performance del nostro sito su tablet e cellulari, che sappiamo essere sempre più fondamentale.

    Un altro strumento fondamentale per l’analisi del nostro sito è Google Analytics. Dal pannello di controllo possiamo conoscere il traffico generato, dove sono situati gli utenti che ci fanno visita e quindi se il nostro pubblico è strettamente nazionale o internazionale, le pagine che vengono visitate, il Bounce Rate e come siamo stati trovati.
    É facile capire per esempio che se da una analisi ci accorgiamo che chi arriva sul nostro sito è soprattutto un utente straniero e abbiamo un Bounce Rate elevato, probabilmente abbiamo delle keyword fortissime, ma dobbiamo pensare a tradurre i nostri contenuti e avere un sito multilingua per intrattenere il nostro pubblico.

    L’ultimo tool di cui vogliamo parlare è Google AdWords. Non è strettamente legato alla SEO, ma come abbiamo spiegato SEO e SEM dovrebbero andare a braccetto, pertanto le campagne pay-per-click fanno parte del lavoro per riuscire a scalare il Page Rank e raggiungere il maggior numero possibile di utenti/clienti.

    Riepiloghiamo quindi gli strumenti di analisi da usare e che ci aiutano a migliorare il nostro sito:

    [learn_more caption=”Imposta e usa la Search Console”] Per scoprire, tra le altre cose, con quali parole chiave viene trovato il tuo sito, in che posizione viene visualizzato nelle ricerche e il rapporto Visualizzazioni/Click (CTR Click Through Ratio), nonché quali altri siti ti stanno linkando, creando così la tua reputazione[/learn_more]

    [learn_more caption=”Imposta e usa Google Analytics”]Per scoprire, tra le altre cose, quanti visitatori ha il tuo sito, le keyword che usano per trovarlo e quali pagine visitano[/learn_more]

    [learn_more caption=”Usa campagne Pay-per-Click a supporto della SEO”] Gli annunci sponsorizzati di AdWords ti aiuteranno a dare visibilità al tuo sito e ai tuoi servizi e vedrai incrementare il traffico[/learn_more]

    [learn_more caption=”Diversifica le tue risorse di traffico”] Google è sicuramente una grandissima risorsa, ma affidarci completamente a loro potrebbe essere rischioso. Quindi non dimentiamo di procurarci visibilità anche in altri modi (social sharing, newsletter, ecc.)[/learn_more]

    Ecco gli strumenti di analisi principali che abbiamo a disposizione, e quasi sempre in modo gratuito, per monitorare e analizzare non solo il nostro sito, ma soprattutto il comportamento degli utenti che lo visitano.
    Vedrete che usare e imparare ad interpretare quello che questi strumenti di analisi ci dicono, potrà aiutarvi a migliorare sia i contenuti ma anche il posizionamento nel Page Rank.

  • SEO e SEM

    É abbastanza diffusa la percezione che SEO e SEM siano praticamente la stessa cosa, dato che entrambe hanno lo scopo di portare visitatori al nostro sito web.
    Ma un’analisi più approfondita vi rivelerà che sono due metodi completamente differenti, ognuno con le proprie “regole”…

    Cosa sono SEO e SEM

    Search Engine Optimization (SEO per gli amici che la conosco già dai precedenti articoli!) è quell’insieme di azioni che ci aiuta a rendere il nostro sito ben mappato e riconoscibile dai motori di ricerca. Riassumendole brevemente, le tecniche principali per una buona SEO sono: parole chiave pertinenti, contenuti interessanti e aggiornati frequentemente, ma soprattutto link che consolidano la reputazione del nostro sito.

    Search Engine Marketing (ovvero la SEM) invece, genera traffico verso il nostro sito web impiegando campagne “pay-per-click”, come quelle che si possono fare su Google Adwords, e il social media marketing, attraverso la condivisione dei nostri contenuti per aumentarne non solo la visibilità ma anche la diffusione.

    Principali attività SEO e SEM

    Iniziamo con le attività più comuni per fare la SEO:

    • ricerca delle parole chiave pertinenti per il nostro sito
    • scrivere contenuti interessanti che i nostri utenti possono condividere sui social
    • ottimizzare le nostre pagine per la visualizzazione da mobile
    • semplificare e rendere chiara la navigabilità del nostro sito
    • costruire una rete di backlink di qualità, da siti affidabili e con una buona reputazione
    • dare la possibilità ai nostri utenti di visitare più pagine, per aumentare il tempo di permanenza sul nostro sito, facendo diminuire il bounce rate.

    Scopriamo invece cosa occorre per la SEM:

    • ottimizzare la tua SEO (!)
    • creare pagine specifiche per la lead o le vendite
    • campagne pay-per-click sui motori di ricerca
    • link a pagamento su siti web a noi affini
    • posizionare pubblicità e post sponsorizzati sui social media
    • creare newsletter e campagne di e-mail marketing
    • creare community sui forum

    Qual è più importante?

    Sicuramente la SEO è il punto cruciale di ogni strategia marketing se si vogliono massimizzare i contatti con cui avere un buon tasso di conversione. Ma anche un sito perfettamente ottimizzato non è sufficiente se non riesce a generare un quantitativo di traffico adeguato. Per questo nessuna delle due attività è migliore dell’altra, ma sono quasi sempre complementari ed ugualmente vitali per la crescita di un business online.

    Ecco però una guida veloce e mooolto schematizzata di quale potrebbe essere la strategia da adottare e/o rivedere per il tuo sito:

    • Se il tuo sito è nuovo e devi costruire da zero la tua presenza online: inizia con l’ottimizzazione SEO e poi procedi con la SEM.
    • Se hai già un buon traffico, ma la quantità di conversioni è limitata: concentra i tuoi sforzi sull’ottimizzazione del tuo sito con la SEO.
    • Se hai un buon tasso di conversione, ma le visite sono troppo poche: incrementa le risorse per la SEM.

    Se pensate di aver già fatto tutto e nel modo giusto ma i risultati non arrivano, forse è giunto il momento di chiedere aiuto ad un professionista… e ACME è a vostra disposizione!

  • SEO in pillole #3: attenti alle penalità di Google

    SEO in pillole #3: attenti alle penalità di Google

    Molti hanno la convinzione che le multinazionali sono il demonio e sarebbero disposti a qualunque cosa pur di “essere contro”. Ma è un dato di fatto che oramai la globalizzazione e internet stanno velocemente cambiando il mondo e la nostra quotidianità.

    Quindi, sappiate che questo modo di pensare potrebbe danneggiare tutto il vostro lavoro SEO. Già perchè se vi preme raggiungere un buon Page Rank su Google, dovete rispettare le regole che la multinazionale in questione (sul suo motore di ricerca) ha stabilito. Altrimenti il rischio è quello di incorrere nelle penalità di Google che non solo potrebbero farvi perdere visibilità, ma addirittura farvi bannare.

    Come abbiamo già spiegato in un precedente articolo, i motori di ricerca impiegano degli algoritmi per stabilire l’attendibilità e la reputazione di un sito web, ed assegnarne il posizionamento nei risultati.
    Migliore sarà la qualità dei link presenti nel nostro sito, migliore sarà anche la nostra reputazione agli occhi di Google. Allo stesso modo se i nostri link saranno scadenti, come quelli acquistati massivamente o peggio ancora se rimandano a siti già segnalati oppure già bannati da Google per comportamenti scorretti, verremo a nostra volta penalizzati.

    Anche i contenuti sono importanti e Google ha studiato degli algoritmi che riescono a capire se li abbiamo duplicati (oppure copiati da altri siti web) magari rimaneggiandoli malamente, riempiendoli di parole chiave che ne rendono la lettura poco fruibile.

    L’obiettivo che TUTTI i motori di ricerca stanno cercando di raggiungere negli ultimi tempi, è quello di riuscire a fornire risultati pertinenti e di qualità all’utente che effettua una ricerca.

    Fortunatamente “mamma Google” ci tiene ad avere contenuti buoni, accessibili e fruibili dai suoi utenti. Per questo ha creato e messo a disposizione di tutti la Google Search Console che ci consente non solo di capire come veniamo trovati e quali sono i nostri contenuti più ricercati, ma anche chi sono i siti che linkano alle nostre pagine, la qualità dei nostri link in uscita, se siamo visualizzati in modo ottimizzato anche da mobile e sopratutto ci dice come veniamo “letti” dagli algoritmi, segnalandoci eventuali problemi presenti nelle nostre pagine, così da correggere i nostri errori e prevenire le penalità di Google.

    Proviamo a fare una piccola check-list dei comportamenti da evitare per non farci penalizzare e perdere posizioni:

    [learn_more caption=”Evitiamo le penalità di Google”] Ricorda che il nostro sito per essere trovato ha bisogno dei motori ricerca, quindi rispetta le regole fin da subito per evitare di incorrere in penalità[/learn_more]
    [learn_more caption=”Siamo noi responsabili per il nostro sito”] Un motore di ricerca non toglierà una penalità solo perché non sapevamo che stavamo commettendo un’infrazione, quindi cerchiamo di stare attenti e fare scelte assennate[/learn_more]
    [learn_more caption=”Configuriamo e usiamo la Search Console”] Esiste, ci aiuta e funziona! Quindi perché non usarla anche per evitare le penalità di Google?[/learn_more]
    [learn_more caption=”Bassa qualità equivale ad alto rischio”] L’abbiamo già detto e non smetteremo mai di ripeterlo: link di bassa qualità, aumentano il rischio di essere penalizzati. Quindi: NON ACQUISTIAMO LINK a pagamento e non partecipiamo a campagne massive per lo scambio dei link. Se un algoritmo identifica il sito padre, in pochi secondi troverà anche tutti i suoi discepoli.[/learn_more]
    [learn_more caption=”Impostiamo i filtri anti-spam”] Se scopriamo un sito appartenente ad una link farm che ha un collegamento al nostro sito, dobbiamo inserire un filtro antispam per bloccarlo e segnalarlo a Google [/learn_more]
    [learn_more caption=”Controlliamo le Query”] Accertatevi che il vostro sito non faccia uso di query automatiche che sfruttano le api di Google e che contravvengono alla politica aziendale. [/learn_more]
    [learn_more caption=”Non duplichiamo i contenuti”] Evitiamo di creare pagine che riportano sempre lo stesso contenuto, modificando solo la parola chiave: Google se ne accorge![/learn_more]
    [learn_more caption=”Non esagerare con gli annunci”] Se le nostre pagine contengono pochissimo testo originale e sono piene zeppe di annunci, siamo a rischio di penalità[/learn_more]
    [learn_more caption=”Non sbeffeggiate la SEO”] Ebbene si, è successo: siti che affermavamo che la SEO era una “stronzata” sono incappati nelle penalità da Google perché diffamanti[/learn_more]

    In conclusione, il modo migliore per fare SEO è creare contenuti di qualità e interessanti, con link genuini che ci creino una reputazione solida.
    Evitiamo le scorciatoie ed armiamoci di un po’ di pazienza, perché alla fine il nostro duro lavoro e la costanza verranno premiati!

  • Landing Page efficaci

    landing page efficaci

    Lo so… ve lo state chiedendo da un po’: ma che cos’è una Landing Page?
    E soprattutto, perchè tutti parlano di Landing Page efficaci?

    Proviamo a dare una definizione “definitiva”?

    Se vogliamo tradurre letteralmente, Landing Page significa “pagina di atterraggio“.
    Quindi, potremmo dire che si tratta di pagine con una costruzione specifica che hanno lo scopo di portare l’utente che ci “atterra” (in genere dopo aver cliccato su un link o una pubblicità) a compiere un’azione prestabilita. Vengono diffusamente utilizzate per chiedere di sottoscrivere una newsletter, compilare un form di contatto, acquistare un prodotto, e chi più ne ha più ne metta.

    Qualcuno fa una distinzione tra Landing Page e Squeeze Page(*), ma è una sottigliezza per addetti ai lavori che spesso porta solo a fare confusione, distogliendo l’attenzione dall’obiettivo per cui ci servono delle Landing Page efficaci.

    Gli elementi necessari per delle Landing Page efficaci

    Proviamo ad affrontare ora la struttura “ottimale” che compone una landing page, individuando gli elementi da inserire, ma anche quelli da ottimizzare.

    1 – TITOLO, URL E META DESCRIPTION: OTTIMIZZIAMOLE SEO!

    Primissima operazione (e forse anche la più delicata) è identificare le parole chiave che vogliamo usare per farci trovare sui motori di ricerca. Quindi ottimizziamo con la SEO il titolo, l’URL e la meta description per aggiudicarci un buon posizionamento nelle ricerche organiche effettuate dagli utenti a cui ci rivolgiamo.

    2 – L’HEADLINE: USIAMO TITOLI EFFICACI

    Il titolo è il punto focale di una landing page, in media viene letto 5 volte di più rispetto al resto del testo, per questo deve attirare l’attenzione e invogliare l’utente a continuare la lettura.
    Se ipoteticamente abbiamo a disposizione un budget di 1$ per promuovere una campagna, il titolo rappresenta l’80% del nostro investimento.

    “Una volta scritta la headline, avrete speso 80 centesimi del dollaro di cui disponete. Se non riuscite a fare un’efficace azione di vendita già dall’headline, avrete buttato dalla finestra l’80% del budget”.

    David Ogilvy

    Per creare una Headline in grado di catturare l’attenzione è necessario porsi queste domande:

    • a cosa serve il mio prodotto o servizio?
    • quale vantaggio apporta al mio cliente?
    • qual è la domanda che il mio cliente si pone di cui il mio prodotto è la risposta?

    Quando sarai riuscito a rispondere a queste domande (sembra semplice ma non lo è!), dovrai elaborare il titolo in modo conciso e secondo una di queste forme:

    • come slogan;
    • come una domanda (ad esempio: Vuoi scoprire come creare una landing page efficace?)
    • come una (finta) citazione (ad esempio: Svelati i segreti per creare landing page che funzionano)
    3 – SOTTOTITOLO: PAROLA D’ORDINE SINTETIZZARE

    Se abbiamo fatto un buon lavoro con la nostra Headline, il lettore proseguirà passando al sottotitolo. È importantissimo che sia chiara fin da subito la nostra offerta: quindi il sottotitolo dovrà spiegarla in modo semplice e soprattutto sintetico, spingendo l’utente a convertire.

    4 – CALL-TO-ACTION E/O CONTACT FORM: SCEGLIAMOLI CON ATTENZIONE

    La Call-to-Action è l’invito a compiere un’azione, di solito tramite un bottone che l’utente deve cliccare, mentre il Contact Form è il modulo per la raccolta di dati.
    Normalmente il primo viene impiegato per fornire demo gratuite di un servizio, magari per un periodo limitato.
    Il secondo invece serve per l’effettiva raccolta dei dati, e può variare in base alle nostre necessità: per inviare l’estratto del nostro e-book mi bastano nome, cognome e indirizzo e-mail; se devo fornire una consulenza, potrebbero servirmi anche l’indirizzo (per individuare il commerciale di zona) ed il numero di telefono.
    Non esagerare chiedendo più di quello di cui hai effettivamente bisogno, statisticamente più informazioni chiedi, meno la tua landing page converte.
    L’importante è riuscire a raccogliere tutti gli elementi che ci servono per fornire correttamente il servizio/prodotto.

    5 – ELENCHI PUNTATI: USIAMOLI CON MODERAZIONE

    Un buon Copywriting è importante, ma i “bullet point” sono ottimo strumento per focalizzare l’attenzione e sintetizzare concetti, così possiamo scegliere di impiegarli al posto di un eventuale breve testo, ma a patto di non farci prendere troppo la mano! Manteniamoli tra i 3 e i 7, puntiamo sulle caratteristiche ma soprattutto sui benefici che possiamo dare ai nostri clienti.

    6 – TESTIMONIAL E TRUST BUILDING: MIGLIORIAMO LA NOSTRA REPUTAZIONE

    I Testimonials sono coloro che hanno provato il tuo prodotto o servizio e ne danno una testimonianza, mentre i Trust Building sono elementi che danno credibilità a un prodotto, un servizio o un consulente come i loghi dei brand con cui si ha collaborato.

    Fate attenzione a chi inserite, perché per funzionare e rendere le Landing Page efficaci, Testimonials eTrust Buildings devono avere queste caratteristiche:

    • devono essere percepiti come credibili: l’utilizzo di video testimonials, di foto, di link a siti o profili Facebook avvalora l’attendibilità del tuo testimonial, così come brand famosi e riconoscibili aumentano la tua credibilità;
    • devono essere in target con il tuo cliente: se il tuo cliente lavora nel web marketing, i testimonial dovranno appartenere al settore.
    7 – IMMAGINI: FONDAMENTALE CHE SIANO COERENTI

    Le Landing Page efficaci e di maggior successo usano immagini che danno al lettore un’idea di quello che può aspettarsi e vanno, quindi, a completare l’offerta stessa.
    E’ veramente importante che si scelgano immagini professionali e buona qualità, perché mai come al giorno d’oggi siamo bombardati da pubblicità e stimoli visivi che ci hanno abituato a standard molto elevati: basti pensare che mentre facciamo zapping comodamente seduti sul divano in una frazione di secondo riusciamo a distinguere un film di Hollywood da una soap opera sudamericana.
    Quindi se vendiamo un servizio possiamo anche appoggiarci alle banche dati di immagini stock, mentre se vendiamo un prodotto meglio investire in un servizio fotografico professionale.
    La cosa veramente importante è evitare l’utilizzo di immagini non attinenti ma soprattutto che non riflettono quello che l’utente sta per ricevere.

    TESTIAMOLA, OTTIMIZZIAMOLA E SEGUIAMOLA!

    Ora che abbiamo una visione chiara di quelli che possono essere tutti gli elementi che compongono delle Landing Page efficaci, serve precisare che non tutti devono per forza essere presenti.
    Scegliamo con cura quelli che ci servono anche in base ai dati che abbiamo a disposizione e che effettivamente possono dare un valore aggiunto: inutile inserire a tutti i costi dei testimonial se non sono credibili o in target.

    Una volta impostata, è arrivato il momento di mettere alla prova la nostra nuova Landing Page:

    • La prova dei 5 secondi: guardiamola attentamente mettendoci nei panni di un ipotetico utente, se dopo che osserviamo la pagina per 5 secondi non riusciamo ancora a capire di cosa tratti, quale sia l’offerta e come ottenerla, allora ci sarà bisogno di apportare delle modifiche. Continueremo così, finché la pagina non passerà il test dei 5 secondi.
    • Responsive: sia che abbiamo usato un template, sia che l’abbiamo costruita da zero con le nostre mani, assicuriamoci che tutta la pagina sia ottimizzata per la visualizzazione da Mobile, altrimenti verremo pesantemente penalizzati nelle ricerche, vanificando il nostro duro lavoro di costruzione e di SEO per delle Landing Page efficaci!
    • Look & feel: ovvero l’unione coerente di tutti gli elementi, che in armonia influenzano il modo in cui l’utente percepisce un sito. Per esempio: anche il bottone di invio del form deve corrispondere a questo criterio perché gli utenti sono sempre più attenti e l’impiego di pulsanti generici, comuni a diversi siti, danno un’idea di bassa qualità, o peggio, di pagina ingannevole. Quindi la personalizzazione è una buona strategia.
    • Ringraziamo: ricordiamoci di impostare una pagina di ringraziamento a chi a compilato il form o acquistato il nostro prodotto! Questa operazione, oltre a dare un buon feedback al nostro utente, ci da la possibilità di tracciare al meglio le conversioni!
    • Monitoriamo: visto che lo scopo delle Landing Page efficaci è convertire, ricordiamoci di controllare le statistiche che questa genera, per capire quello che funziona oppure no ed eventualmente intervenire tempestivamente dove serve.

    Infine, un consiglio un po’ banale ma che è bene ribadire, dato che spesso concentrandosi su una cosa si perde la visione d’insieme: considerando tutta la fatica che abbiamo fatto per studiare, ideare, comporre e realizzare la nostra Landing Page, usiamo lo stesso “mood” anche per pubblicizzarla, in modo che chi clicca su un link o un banner abbia subito la percezione di essere arrivato nel posto giusto. L’incoerenza genera confusione e allontana i potenziali clienti!

    (*)Squeeze Page: la squeeze page è più corta e serve solo per acquisire contatti dando spesso in cambio un “contenuto gratuito”. Tipico trovare siti in cui lasciare la mail per scaricare un e-book gratuito. 

  • Attenzione alle tendenze SEO 2017

    Lo sappiamo: internet, il digitale e in generale la tecnologia si evolvono continuamente.
    Cosi anche il nostro lavoro sul sito ed in particolare sulla SEO deve stare al passo con i cambiamenti.

    Scopriamo insieme le nuove tendenze SEO 2017 per essere competitivi e aggiornati.

    #1 MOBILE ONLY

    Che i dispositivi mobile siano sempre più importanti è un dato di fatto ormai assodato, tanto che il mantra per tutti gli addetti ai lavori finora era “Mobile First”.
    Con il nuovo anno però non è più sufficiente. Google nei prossimi mesi inizierà a fare riferimento unicamente alla versione mobile di un sito per valutarlo e fissarne il Ranking.
    Pertanto i siti non responsive e privi di un layout specifico per la visualizzazione da mobile verranno pesantemente penalizzati in termini di visibilità.
    Se consideriamo che il tempo di navigazione da cellulare è cresciuto da 0,3 ore/giorno del 2008 alle quasi 3 ore/giorno del 2015, si capisce la necessita di un cambiamento come quello messo in atto da Google.
    La previsione è che il trend cresca in futuro, e occorre essere pronti!

    Non viviamo in un mondo mobile first, viviamo in un mondo mobile only.
    Avinash Kaushik –  Digital Marketing Evangelist di Google

    Il punto di partenza per l’analisi e la realizzazione di un sito diventa quindi il mobile, e anche nelle strategie SEO dovremo tenere in considerazione le diverse caratteristiche di questi dispositivi.
    Come? Focalizzandoci sempre più sui criteri delle ricerche vocali, che Google, ma anche Microsoft, Apple ecc. stanno ormai perfezionando da anni per interpretare frasi complesse nelle ricerche on-line degli utenti.

    #2 IL SOCIAL LISTENING

    Come già accennato nel precedente articolo sul Copywriting, uno strumento sempre più importane è quello di indagare come viene percepito un marchio dal pubblico attraverso i social ed i forum, quali sono i suoi punti di forza e le sue debolezze, chi sono i competitor e chi gli “influencer“, ovvero quei personaggi in grado di spostare, in alcuni casi anche in modo determinante, l’ago della bilancia dell’opinione pubblica in un contesto specifico.
    Queste informazioni sono preziosissime per individuare il target dei nostri clienti o potenziali tali, e per scoprire anche in termini di SEO qual è il linguaggio utilizzato dal nostro “cliente tipo”.

    Un consiglio un po’ spassionato da “addetti ai lavori” è quello di “diffidare delle vostre certezze”, perché spesso sono proiezioni di vostre sensazioni o speranze.
    Occorre invece elaborare con occhio critico i dati raccolti e analizzare in modo oggettivo quanto appreso nel social listening.

    #3 I CONTENUTI CONTANO

    Un altro importantissimo mantra per chi si occupa di SEO è “Content is the king”.
    Applicare le migliori tecniche SEO a dei contenuti che non sono di qualità e non sono corretti rispetto al target di riferimento è assolutamente inutile.
    Google stessa sta dedicando molte risorse alla messa a punto di sistemi di analisi che riescano a riconoscere e premiare i contenuti, con l’obiettivo di restituire ai suoi utenti un servizio di qualità sempre maggiore.
    Quindi è iniziata l’era del “Content is the whole kingdom”, ovvero il contenuto non è solo il re, ma tutto il regno.
    Content marketing e storytelling hanno dimostrato la propria efficacia e sono la strada migliore per la promozione.
    Attraverso la “storia” che raccontiamo con il nostro sito dobbiamo innanzitutto attirare, quindi coinvolgere e infine ispirare il pubblico. La SEO, quindi, dovrà essere studiata per adempiere correttamente ai bisogni di ciascuna di queste tre fasi.

    #4 NON CADERE NEL TRANELLO DEI “TROPPI DATI”

    Oggi cresce anche l’importanza di Big Data e Analytics, esponendoci al rischio concreto di lasciarsi travolgere da una quantità esorbitante di numeri: il messaggio lanciato chiaramente dagli esperti è quello di evitate la psicosi dei dati.
    Non serve accumularli in modo compulsivo, piuttosto è importante selezionare le informazioni che ci servono davvero e soprattutto riuscire a tramutarle in azioni utili.
    Un consiglio sicuramente valido è quello di non affidarsi ciecamente ai dati demografici, poiché spesso non corrispondono in modo univoco a comportamenti digitali specifici.
    Meglio invece suddividere il pubblico in base a interessi e azioni, per pianificare la strategia SEO di conseguenza.
    Il modello proposto dal Digital Evangelist di Google è composto da quattro gruppi:

    • See, coloro che cercano informazioni generali su un argomento poiché sono appassionati
    • Think, le persone che vogliono approfondire e che leggono recensioni, pareri, schede tecniche
    • Do, ovvero coloro che sono intenzionati ad acquistare un articolo
    • Care, i preziosi clienti che si affezionano a un marchio.

    Per ciascun gruppo è necessario utilizzare una comunicazione mirata e individuare gli strumenti e gli ADV più appropriati.

    Queste al momento le novità principali in merito alle tendenze SEO 2017.

    Se sei interessato ad approfondire l’argomento SEO, puoi trovare diversi articoli sul nostro BLOG. Mentre se hai necessità di capire se è arrivato il momento di aggiornare il tuo sito web, puoi trovare tutto quello che ti serve in questo articolo!

     

    [box type=”bio”] Acme è una web agency di Milano giovane e dinamica che sviluppa siti internet personalizzati, studia la brand identity per prodotti e aziende, offre servizi di web marketing e SEO. Acme mette a disposizione la propria esperienza e competenza per dare risposte semplici ed efficaci per chi si affaccia al web.[/box]

  • SEO in pillole #2: per scalare il Ranking con la SEO ci vuole pazienza!

    SEO in pillole #2: per scalare il Ranking con la SEO ci vuole pazienza!

    Avete presente quelli che promettono di scalare il ranking di Google in un lampo? Ecco… non fatevi prendere per il naso, per fare la SEO ci vuole pazienza.

    Sarà capitato anche a voi di ricevere email o adocchiare pubblicità on-line che promettono di farvi arrivare nella prima pagina di ricerca su Google in pochissimo tempo, e quasi sempre a prezzi a dir poco “pazzi”.
    Bè… non diciamo che sia per forza una fregatura, ma assicuratevi bene di quale sia l’effettivo servizio offerto, perché noi ne siamo certi: per migliorare il PageRank di un sito con la SEO serve (tanto) lavoro e un discreto lasso tempo.

    Ma facciamo un passo indietro.
    Che cos’è il “PageRank”? Semplificando all’estremo si può definire come la popolarità di un sito. Ed indovinate chi l’ha inventato? Google!

    Questa popolarità viene innanzitutto data dai link ad altri siti pertinenti. Ovviamente più sono e meglio è… ma soprattutto più alta è la qualità di questi link (ovvero maggiore è la pertinenza e la popolarità dei siti che linkiamo) e più si alzerà il nostro “ranking”.
    Esistono degli algoritmi che rendono possibile l’indicizzazione del materiale presente in rete, e che utilizzano il grado di popolarità di una pagina web per definirne la posizione nei risultati di ricerca, ma questo non basta! Tengono conto anche della pertinenza del contenuto di una pagina, nonché delle pagine correlate, con i termini ed i criteri della ricerca effettuata dall’utente. Altro importante elemento nell’analisi è relativo alla diffusione e alla popolarità dell’argomento trattato.

    Quindi ecco svelato il mistero del “tempo” necessario a posizionare un sito sui motori di ricerca: serve a noi per costruire una “reputazione” al nostro sito con contenuti di qualità, interessanti e ottimizzati, e serve ai motori di ricerca per esaminare le nostre pagine anche a distanza di settimane per mappare le parole chiave, gli aggiornamenti, e soprattutto i nostri link.
    Per questo è fondamentale tenere sotto controllo l’andamento delle visualizzazioni delle nostre pagine, per capire quali sono le parole chiave che funzionano, quali pagine vanno migliorate e quali invece non producono ricerche. Perché non esiste una “formula magica” che funziona sempre… la SEO deve essere realizzata su misura, sul nostro sito, sul nostro pubblico e anche in base all’evolversi degli algoritmi… le cui esigenze possono modificarsi nel tempo.

    Ecco quindi i consigli in pillole per la SEO, che dobbiamo ricordarci quando decidiamo di creare un sito web:

    [learn_more caption=”Due siti non sono mai identici”] Una strategia SEO che funziona benissimo per un sito, non è detto che sia altrettanto performante su un altro[/learn_more]
    [learn_more caption=”I risultati della SEO non sono istantanei”] La SEO inizia a lavorare nel momento in cui viene fatta, ma i risultati non sono visibili altrettanto velocemente[/learn_more]
    [learn_more caption=”Più è nuovo il tuo sito, più pazienza devi avere”] Ci vuole tempo per creare autorevolezza e credibilità, e fintanto che le stai ancora affinando, non puoi pensare di superare il ranking di siti più vecchi che hanno già una reputazione consolidata.[/learn_more]
    [learn_more caption=”Non pensare mai che il tuo sito sia finito”] Se vuoi continuare a migliorare la tua posizione sui motori di ricerca, attirare più visitatori e fare più vendite, devi continuamente aggiungere contenuti e migliorarlo.[/learn_more]
    [learn_more caption=”Segui gli aggiornamenti degli algoritmi”] Per ottenere un buon ranking e continuare a migliorarlo, devi adattare la tua strategia SEO ai cambiamenti che vengono fatti nel tempo agli algoritmi di analisi[/learn_more]

    Se ti perso gli articoli precedenti: scopri Cos’è la SEO e i primi passi per portare visitatori al tuo sito!