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  • Rebranding: cos’è, a cosa serve e come farlo nel modo giusto!

    Per qualcuno il Rebranding è una sfida eccitante, per altri una seccatura. Di certo si tratta di un passaggio molto importante nella vita di un marchio o di un’azienda, e per quanto possa essere complesso non è certo impossibile! Vediamo insieme quando serve e come farlo al meglio.

    Il termine Rebranding indica un processo in base al quale un prodotto, ma anche un servizio, sviluppato e distribuito con un nome, un marchio o semplicemente il nome della ditta produttrice, viene reimmesso nel mercato sotto un altro nome o con una diversa “immagine”.
    Scopriamo i motivi per cui potreste avere bisogno di un rebrand, cosa prendere in considerazione prima di iniziare, come procedere e come promuovere il nuovo marchio per farlo accettare dal mercato.

    1. Perchè prendere in considerazione il Rebranding

    Esistono diverse motivazioni che possono spingervi a considerare di fare Rebranding, vediamo le situazioni più comuni che si possono verificare:

    Riposizionare il Marchio nel mercato esistente: magari all’inizio si pensa che il proprio prodotto possa avere successo in un certo mercato, ma ad un certo punto ci si rende conto che invece ha un potenziale più alto in un’area diversa o per una nicchia specifica. Ecco allora che per ottenere il massimo dalla nuova opportunità, potrebbe essere necessario un rebrand per inserirsi al meglio e sfruttare tutte le potenzialità del mercato.

    Spostarsi in un nuovo mercato: se invece dovete spostarvi in un mercato completamente nuovo, un’oprazione di Rebranding potrebbe essere la mossa giusta per presentarsi al meglio e accostarsi il più possibile ai gusti del nuovo pubblico. Non occorre necessariamente abbandonare il vecchio Brand e il vecchio mercato. Un rebrand potrebbe servire per adattarsi, ad esempio, a differenze culturari che possiamo incontrare in un nuovo paese, o semplicemente per differenziare il prodotto in mercati differenti.

    Problemi legali o di immagine: può succedere di ritrovarsi ad avere problemi legali o anche solo di immagine che ci obbligano a prendere in considerazione il Rebranding per “ripulire” il nostro marchio. Basta anche solo aver involontariamente utilizzato un nome che era  soggetto a copyright o sfruttato immagini protette dal diritto d’autore.

    2. Come prepararsi al Rebranding

    Ora vediamo quali sono i passi da compiere prima di effettuare qualsiasi cambiamento, perchè il peggior approccio per il Rebranding è pensare di procedere a caso e fare un salto nel buio…

    SCOPRI IL PERCHÉ E SE É ASSOLUTAMENTE NECESSARIO
    Che tu stia valutando il Rebranding per una delle ragioni sopra elencate o per un altro motivo, la prima cosa da fare è valutare se:
    – lo stai facendo per le giuste ragioni
    – è la strategia migliore per affrontare il problema

    Assicurati di sapere perfettamente perchè stai affrontando questo cambiamento e come risolvere il vero problema che ti spinge a farlo. Solo allora puoi passare a pianificare la strategia più corretta e performante.

    TROVA IL NUOVO MARCHIO
    Sviluppare un nuovo marchio è un processo lungo e complesso da affrontare, ma volendo semplificare, in questo post, ecco le domande basilari a cui devi assolutamente rispondere:
    – Quali valori voglio comunicare con il nuovo brand?
    – Quale pubblico devo raggiungere?
    – Cosa rende il mio prodotto/servizio unico?
    – In che modo il mio nuovo marchio comunica con il pubblico di riferimento?

    Una volta che hai messo a fuoco quella che sarà la tua nuova Brand Identity, è il momento di iniziare con il Rebranding vero e proprio; ma prima occorre un ultimo passaggio preparatorio…

    CREA UN INVENTARIO DI TUTTE LE ATTIVITÁ DEL TUO MARCHIO
    Non è un gioco di parole, ma prima di iniziare a cambiare le cose, devi effettivamente tenere traccia di tutto quello che deve essere cambiato. A tal fine, potrebbe essere d’aiuto creare un inventario di tutti gli asset attuali del marchio che andranno aggiornati. L’elenco ti aiuterà immensamente nella prossima sezione di questo post.
    In questo inventario devi includere sia le risorse digitali interne (come logo, eBook e immagini di blog in primo piano), sia quelle esterne (come account social e qualsiasi risorsa fisica a tua disposizione – banner pubblicitari, brochure, ecc.).

    3. Aggiornare le risorse

    Nessuno, nemmeno noi, ti dirà che l’operazione di Rebranding è facile. Eseguirlo con successo richiede l’aggiornamento di un gran numero di risorse. In questo paragrafo tratteremo  con ordine le varie risorse (digitali, SEO e fisiche) che dovrai aggiornare per eseguire il tuo rebrand con il minimo sforzo. Andiamo con ordine…

    AGGIORNA TUTTI GLI ASSET DIGITALI
    Il termine “risorse digitari” comprende cose come il sito web, il nome a dominio, gli account social e quelli delle newsletter. Proviamo a fare una lista:
    Nome a dominio: è fondamentale! Se l’operazione di Rebrand che stai facendo comporta il cambio nel nome del marchio, occorre registrare un nuovo dominio.
    Website Design: questo passaggio è obbligatorio per differenziare il nuovo marchio dal vecchio. Ricorda anche di lavorare anche su testi e contenuti!
    Social Media Account: occorre aggiornare i nomi delle pagine social su tutti gli account attivi e valutare se chiuderne alcuni o aprirne altri su piattaforme diverse in base al nuovo mercato di riferimento.
    Grafiche dei Social Media: così come il sito web, occorre allieare le grafiche dei social (logo, immagini, ecc.) alla nuova Brand Identity.
    Email marketing: se utilizzi questo canale, occorre adeguare tutte le grafiche e tutti gli account, in modo da non incorrere in penalizzazioni sulla base delle norme antispam praticate dai principali gestori.
    Materiali promozionali: se esistono già e vuoi continuare ad usarli, dovrai aggiornare anche queste risrose. A titolo esemplificativo rientrano in questa categoria evnetuali file PDF scaricaribili dal sito o inviati via mail ai clienti, e-book, pop-up e landing pages promozionali.
    Indirizzi email: è necessario impostare indirizzi e-mail per il nuovo marchio e reindirizzare la vecchia posta al nuovo indirizzo corretto. Ad esempio, reindirizzare la posta da “yourname@oldbrand.com” verso  “yourname@newbrand.com”.

    NON SPRECARE LA SEO
    È probabile che avrai speso parecchie energie per ottimizzare il sito del vecchio marchio per i motori di ricerca, e sarebbe un grave errore lasciare che tutto questo impegno vada sprecato. Ecco perchè è importare prestare attenzione alla SEO durante un Rebrand. In particolare è bene concentrarsi sui seguenti punti:
    Imposta i Redirect 301: è fondamentale reindirizzare le pagine dal vecchio al nuovo sito per evitare errori 301, che non solo ti porterebbeo a perdere clienti, ma inibirebbero il lavoro dei bot portando a una penalizzazione della SEO sui motori di ricerca.
    Backlink: ovvero tutte quelle pagine in rete che contengono un link al tuo vecchio marchio. Qui purtroppo non è sufficiente un semplice Redirect 301, perchè si andrebbe a creare confusione nel pubblico rischiando di perdere potenziali clienti. Quindi, come capirai anche da solo, qui ci vorrà un po’ di pazienza e tanta buona volontà, per individuare e chiedere ai relativi “proprietari dei link” di modificarli per puntare al sito del nuovo marchio. Presumibilmente non riuscirai a trovare il 100% di questi link, ma l’obiettivo è quello di raggiungerne il più possibile!
    Elenco delle Directory: analogamente al lavoro sui Backling, occorre individuare e aggiornare tutte le directory che linkano al tuo marchio/sito (per esempio tutti quei portali che consentono di trovare online le aziende che svolgono una determinata attività, ecc.).
    – Google Search Console: si dovrà creare un nuovo accont per la Google Search Console da collegare al nuovo sito.
    – Google Analytics: stessa cosa andrà fatta per l’account di Google Analytcs, ossia creare un nuovo account per monitorare le performance del nuovo sito.
    Collegamenti interni e riferimenti: questo è un po’ un punto dolente, soprattutto se hai un blog con un archivio di articoli bello corposo. Però è importantissimo aggiornare tutti i link interni tra un articolo e l’altro e ovviamente tutti i riferimenti al vecchio marchio, per evitare di creare confusione nei lettori!

    AGGIORNA LE RISORSE “FISICHE” E LEGALI
    Questo paragrafo potrebbe non essere applicabile a tutte le attività. Se il business si muove prevalentemente online potresti avere ben poco da aggiornare, ma se svolgi anche solo una attività di marketing off-line, ecco una piccola check-list di risorse da controllare:
    Biglietti da visita: se cambi marchio, occorre aggiornare i bigliatti da visita di tutto il team.
    Altri articoli: se impieghi qualsiasi altro supporto brandizzato (carta intestata, cartelline, auto aziendali, ecc.) devi preoccuparti di sostituire il vecchio marchio con il nuovo.
    Uffici governativi e informazioni fiscali: se il Rebranding coinvolge anche il nome della tua azienda, occorre procedere ad aggiornare anche tutte le relative registrazioni agli uffici competenti (Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, ecc.) e conseguentemente i dati fiscali. Di solito è opportuno rapportarsi con un profesisonista, come un commercialista o una associazione del settore.
    Normative legali: a seconda del tipo di società e struttura, potrebbe rendersi necessaria anche una revisione dei documenti legali dell’azienda e delle certificazioni.

    4. Promozione: crea consapevolezza del tuo nuovo marchio

    Una volta aggiornate tutte le risorse digitali e non, collegate al tuo nuovo marchio, è arrivato il momento di fare il passo successivo: promuovere il nuovo marchio e farlo accettare al mercato.
    Sarà un po’ traumatico scoprirlo, ma tutto il lavoro fatto per far conoscere il vecchio marchio potrebbe andare “a farsi benedire”… se non si procede correttamente con la promozione del nuovo marchio.
    Questo potrebbe comportare un investimento economico anche importante, ma qualche attività gratuita si può comunque mettere in atto, a patto di inverstirci tempo ed energie.

    DISTRIBUISCI UN COMUNICATO STAMPA
    Il primo step è quello di redarre e distribuire un comunicato stampa. L’obiettivo deve essere quello di raggiungere il più ampio bacino di lettori/clienti, sia direttamente tramite i tuoi canali, sia sfruttamdo la SERP, nelle ricerche che possono fare gli utenti sul vecchio e sul nuovo marchio.

    SFRUTTA I SOCIAL NETWORK
    Una volta che il Rebranding è partito, un metodo efficace per comunicarlo al mondo è sfruttare i social media. La maggior parte dei social consentono di mettere dei post in evidenza, sempre fissati in alto in bacheca. Approfitta di questa possibilità per comunicare ai follower il nuovo marchio.

    INVIA UN ANNUNCIO ALLA TUA MAILINGLIST
    Approfitta della tua mailing list per annunciare l’operazione a tutti i tuoi abbonati: comunica il cambiamento e ogni altra informazione pertinente. Si potrebbe anche pensare di inviare alcune e-mail di pre-lancio, in modo che “gli affezionati” non siano colti di sorpresa dal cambiamento.

    SCRIVI UN POST SUL TUO BLOG
    Questo è un metodo semplice, ma fondamentale e necessario. Scrivi un post annunciando il cambiamento e introducendo il tuo nuovo marchio. Sarai in grado di raggiungere direttamente i follower del tuo blog. Ma questo post sul blog avrà anche un effetto secondario, quello di inserire l’annuncio di rebranding nelle SERP: i lettori/clienti confusi potranno trovare questo post tramite Google per capire cosa è successo.

    INSERISCI UN AVVISO NELL’HOME PAGE
    Aggiungere una notifica nell’Home Page è un ottimo modo per avvisare gli utenti reindirizzati, quellli che potrebbero essere confusi perché si trovano su un sito web diverso da quello a cui sono abituati. Due semplici modi per raggiungere questo obiettivo sono i pop-up lightbox o le barre di notifica, entrambi facili da implementare con WordPress.

    PUBBLICA ANNNUNCI DI REMARKETING PER IL PUBBLICO DEL TUO VECCHIO SITO
    Questo strumento non è gratuito, ma se sei disposto a spendere qualche soldino, puoi pubblicare annunci di remarketing per le persone che hanno precedentemente visitato il tuo sito web. Puoi pubblicare questi annunci su Facebook e Google, per informare le persone del cambiamento e fargli conoscere il tuo nuovo marchio.

    5. Non conta solo quello che conosci, ma chi conosci

    Ok, abbiamo ripetuto allo sfinimento che i contenuti sono importanti e devono essere di qualità… vero, anzi verissimo!
    Però le possibilità di soddisfare al meglio i nostri clienti aumentano se impariamo a collaborare, magari con fornitori di servizi complementari al nostro, per offrire un prodotto migliore e più completo.
    È quindi molto importante interagire non solo con i nostri utenti, ma anche con altri business, dando supporto, condividendo i loro contenuti interessanti anche per il nostro pubblico, creando collaborazioni e soprattutto intrattenendo buoni rapporti.
    Questo non solo potrebbe far aumentare la nostra credibilità e reputazione su web, ma anche procurarci clienti in modo indiretto.

    In conclusione, se volete guadagnare con la vostra attività online, un blog è sicuramente il modo giusto per riuscirci ed ora che vi abbiamo svelato questi 5 piccoli segreti, potete essere sicuramente dei blogger più consapevoli e produttivi per creare il business dei vostri sogni!

  • I 5 segreti del blogger consapevole

    Probabilmente avete letto da qualche parte quanto sia semplice e veloce mettere in piedi un blog e avrete visto tante attività, anche piccole, che usano questo strumento per promuovere il proprio business. Se pensate che essere un blogger sia facile e credete che basti mettere on-line contenuti interessanti per vedere i guadagni salire, con questo articolo vi sveliamo come mai non è esattamente così…

    Quello che non si vede e non vi dicono sono quei piccoli accorgimenti che possono fare di voi dei blogger consapevoli fin dalla nascita del vostro progetto.
    Per questo motivo abbiamo deciso di svelarvi in 5 punti cosa dovrete fare e cosa accade prima che il vostro blog arrivi a diventare redditizio!

    1. I Contenuti di qualità sono fondamentali, condividerli sui social vi porterà al successo

    Creare articoli interessanti e ben scritti è sicuramente il punto di partenza per attirare in modo “naturale” il vostro pubblico e creare un seguito al vostro blog, ma se non raccontate a nessuno del vostro fantastico lavoro sarà molto più difficile trovare clienti e vedere crescere il vostro business.
    Per questo è davvero molto importante condividere i contenuti sui social media, iniziare ad interagire con gruppi e community esistenti e dare la possibilità ai vostri lettori di poter condividere gli articoli che trovano interessanti in modo semplice e diretto.

    Quindi: non dimenticate di inserire i pulsanti di condivisione social su tutti i vostri post, createvi un calendario per le condivisioni sui social di contenuti vecchi e nuovi e cercate community, forum e gruppi dove interagire con gli utenti, fornire aiuto e consigli, creandovi in questo modo una reputazione ed un seguito come blogger.

    2. I costi di un blog non sono inesistenti come pensate

    Esistono sicuramente molti servizi gratuiti o low cost per creare e gestire un blog. Se la vostra idea è quella di fare i blogger a livello personale e come hobby, vanno sicuramente benissimo.
    La musica cambia però se volete fare del blog uno strumento di business e usarlo per far crescere i vostri guadagni.
    Il perché è anche abbastanza semplice da intuire: i servizi a pagamento, che siano la realizzazione grafica o l’Hosting, hanno un impatto e una resa sicuramente più professionale di quelli free, soprattutto dal punto di vista della User Experience.

    Se ho un servizio di hosting che limita il mio traffico o comunque che non è sufficientemente veloce, il lettore potenzialmente interessato ai miei contenuti potrebbe spazientirsi e chiudere la pagina prima ancora di riuscire a caricarla effettivamente.

    3. Iniziare una “mailing list” subito!

    Questo suggerimento lo avrete sicuramente già sentito altrove e ripetuto spesso, ed effettivamente è una cosa fondamentale. Anche qui il motivo è evidente: chi è interessato ai tuoi contenuti, tanto da iscriversi alla tua Newsletter, è innanzitutto un tuo sostenitore, ma (cosa più importante) molto probabilmente è anche il tuo potenziale acquirente ideale!
    Pertanto creare una mailing list è il sistema più diretto per raccogliere e far crescere i tuoi clienti!

    4. Stai andando incontro a molte delusioni, ricordalo sempre

    Tutti conoscono le storie di Michael Jordan che ha sbagliato ben 26 tiri decisivi in altrettante partite, oppure JK Rowling (l’autrice di Herry Potter) che è stata rifiutata da 12 case editrici prima trovare un contratto.
    Anche nel mondo dei blogger funziona così: è fisiologico, serve tentare e perseverare nonostante i fallimenti per poter arrivare ad avere successo – e quindi dei guadagni.
    Quindi forza! Armatevi di perseveranza e non arrendetevi al primo, al secondo, al terzo e nemmeno al quindicesimo insuccesso come blogger. Imparate da ogni tentativo e cercate di capire cosa avete sbagliato per non ripetere lo stesso errore in futuro.
    Non esistono formule magiche e sicure per far funzionare un progetto… blog compreso.

    5. Non conta solo quello che conosci, ma chi conosci

    Ok, abbiamo ripetuto allo sfinimento che i contenuti sono importanti e devono essere di qualità… vero, anzi verissimo!
    Però le possibilità di soddisfare al meglio i nostri clienti aumentano se impariamo a collaborare, magari con fornitori di servizi complementari al nostro, per offrire un prodotto migliore e più completo.
    È quindi molto importante interagire non solo con i nostri utenti, ma anche con altri business, dando supporto, condividendo i loro contenuti interessanti anche per il nostro pubblico, creando collaborazioni e soprattutto intrattenendo buoni rapporti.
    Questo non solo potrebbe far aumentare la nostra credibilità e reputazione su web, ma anche procurarci clienti in modo indiretto.

    In conclusione, se volete guadagnare con la vostra attività online, un blog è sicuramente il modo giusto per riuscirci ed ora che vi abbiamo svelato questi 5 piccoli segreti, potete essere sicuramente dei blogger più consapevoli e produttivi per creare il business dei vostri sogni!

  • WordPress: come gestire i video

    WordPress: come gestire i video

    Che si tratti di Blog oppure di un sito aziendale, i video sono diventati un importante strumento di comunicazione.
    Questo grazie soprattutto alla diffusione di dispositivi a basso budget (ad es. fotocamere e smartphone) che ci permettono di girare video in modo semplice e veloce.

    Metodi per caricare video in WordPress

    Partiamo come sempre dall’inizio.
    Abbiamo due strade per caricare video nel nostro sito WordPress:

    • caricarlo direttamente nei nostri Media
    • incorporarlo (embed) da una piattaforma esterna come YouTube&Co.

    Entrambe le procedure sono semplici e normalmente verrebbe da pensare che inserire il video direttamente nei nostri media sia più immediato, soprattutto perché ci evita l’apertura dell’ennesimo account sull’ennesimo social.
    In realtà non è così.

    Perché preferire l’embed al caricamento diretto

    Sono diverse le motivazioni che ci portano a consigliare la condivisione da piattaforme esterne, invece di caricare video direttamente.
    Vediamole nel dettaglio:

    1. Limiti di spazio sul server: la maggior parte degli hosting mette a disposizione un “tot” di spazio per il nostro sito, oltre a limitare anche la dimensione massima dei singoli file che possiamo caricare tramite WordPress. Se abbiamo la necessità di inserire un video, potremmo avere quindi un doppio problema: sia lo spazio a nostra disposizione sul server, sia il caricamento effettivo del file video.
    2. Eccessivo consumo di banda: un video di buona qualità arriva a pesare decine o centinaia di megabyte e spesso i nostri siti sono ospitati da server condivisi, in cui banda e risorse sono distribuiti tra le diverse installazioni. Supponiamo che la pagina del nostro sito dove è caricato un video di un centinaio di megabyte venga visualizzato da una decina di persone contemporaneamente, va da sé che il consumo di banda supererà quanto normalmente previsto da un hosting economico.
    3. Necessità di avere diversi formati video: questo capita soprattutto perché non tutti i browser riconoscono lo stesso formato (MP4, OGV o WebM). Anche se l’MP4 è ormai quasi universalmente supportato da tutti, per gli altri formati potrebbe capitare che il video non venga visualizzato, da qui la necessità di caricare più versioni dello stesso video, con la possibilità di avere i problemi di cui ai punti precedenti.
    4. Non tutti possono o vogliono vedere i video in HD: oltre al formato non supportato dai diversi browser, ci sono utenti che se connessi da mobile oppure residenti in zone ancora con connessioni lente, che non potranno visualizzare in modo corretto dei video troppo pesanti.
    5. Video poco fluidi: sarà capitato a tutti di guardare un video e avere difficoltà di riproduzione con ripetute pause e attese di caricamento infinite. Questo capita perché il video è on-site e la banda a disposizione è insufficiente oppure la connessione non è abbastanza veloce.

    In conclusione

    Il nostro consiglio spassionato è quello di sfruttare le piattaforme dedicate per condividere video sul vostro sito WordPress.
    Questo perché innanzitutto permettono di bypassare i “problemi tecnici” come lo spazio su server e la banda.
    In secondo luogo pensano loro a rendere compatibile il tuo file per la corretta visualizzazione su tutti i browser, evitandoci quindi di caricare più versioni e testarne la funzionalità. Inoltre saranno loro a trasmetterlo nel formato ottimale anche in base al tipo di connessione, per renderlo visibile nel modo più fluido possibile.
    Una considerazione parecchio importante riguarda invece la visibilità:  se il nostro video sarà caricato ad esempio su YouTube, è scontato che potranno visualizzarlo anche tutti gli utenti del social, non solamente chi raggiungerà il nostro sito.
    Anzi proprio la visualizzazione su YouTube potrebbe portare i visitatori a connettersi al nostro sito per approfondire un argomento, oltre a facilitarne la condivisione e di conseguenza anche la diffusione.
    Quindi, più il nostro contenuto video sarà interessante, più verrà condiviso, più si diffonderà in rete portando visualizzazioni che possono trasformarsi in follower e visite sul nostro sito.

    Ti è piaciuto questo articolo su come caricare video in WordPress? Scopri anche gli altri approfondimenti del Blog Acme!

     

  • Nuovi domini, nuove opportunità

    È già da qualche anno che stanno diventando disponibili nuove estensioni a dominio, oltre ai classici “.com”, “.net”, “.it”.
    Ma perché puntare su un dominio di nuova generazione?

    Diversi provider, italiani e stranieri, da un po’ di tempo ormai, danno la possibilità di registrare nuove estensioni a dominio, in grado di far comprendere all’utente fin dalla prima occhiata chi sei e cosa fai.

    Ci riferiamo per esempio ai nuovi domini “.cafe“, “.restaurant” o”.pizza“, ma anche “.tecnology“, “.casa“, “.company“, e perchè no, “.luxury“.
    Estensioni che associate al nostro brand possono far capire immediatamente quale sia il prodotto/servizio che forniamo o a quale tipologia di cliente ci rivolgiamo.
    Inoltre potrebbero risultare anche più semplici da ricordare e ritrovare nelle ricerche on-line, aiutando non poco la creazione di una solida Brand Reputation.

    Il nome del dominio è importante anche per la SEO.
    Se questo rispecchia l’attività aziendale, sarà più semplice per i motori di ricerca indicizzare il nostro sito e fornirlo come risultato pertinente nelle ricerche degli utenti.

    Sebbene molti siano ancora scettici sull’utilizzo delle nuove estensioni di dominio, di fatto la possibilità di identificare l’attività già dal nome del sito web è certamente un vantaggio, e non solo per la Brand Reputation.
    Questo infatti ci permette anche di ottenere visite da utenti qualitativamente già selezionati: è corretto presumere che chi entra nel mio sito “.wedding” stia organizzando un matrimonio!

    L’obiettivo di queste nuove estensioni è, quindi, da ricercare in un rilancio delle attività produttive e di servizi in tutti i settori, attraverso un potente mezzo di comunicazione, il web, oggi sempre più diffuso, fruibile da diversi device, in ogni momento e in qualsiasi luogo.

    Il costo di questi nuovi domini supera di qualche decina di euro quelli tradizionali, ma potenzialmente potrebbero portare ad un vantaggio ben più consistente in termini di visibilità.

    Quindi se stai pensando di lanciare una nuova linea di prodotti, oppure di aggiornare il sito web aziendale, rifletti bene sulla scelta del nome a dominio per un lancio o un rilancio veramente efficace!
    Vuoi informazioni più dettagliate? Non sei a tuo agio nello “sguazzare” tra provider e maintainer? Il Team di Acme è a tua completa disposizione per una consulenza in merito, contattaci e sapremo aiutarti!

     

  • Marketing: gli Influencers

    Brand e rivenditori ormai si rivolgono agli Influencers per promuovere i loro prodotti, e proprio questi personaggi sono diventati i principali canali di marketing.

    Che si tratti di IT-Girl come Kim KardashianOlivia Palermo, oppure di blogger come ClioMakeUpChiara Ferragni (per citarne qualcuna nostrana!), è ormai noto che questi personaggi hanno il potere di influenzare una grande quantità di pubblico a colpi di tweet, post, video e foto condivise sui principali social network. E sfruttare questa capacità/opportunità è diventata un potentissimo strumento di marketing.

    Le statistiche ci dicono che il 92% dei consumatori credono più al giudizio degli Influencers che alle pubblicità, oltre al fatto che il 47% degli utenti internet ha attivato degli Adblock (strumenti che permettono di bloccare la visualizzazione delle pubblicità on-line), rendendo di fatto meno efficaci i banner di annunci.

    Viene considerato Influencer un utente con migliaia di followers su diverse piattaforme social e ogni volta che condivide un articolo di blog o una foto riceve migliaia di visualizzazioni, condizionando così le scelte e le abitudini dei sui fan, che si fidano delle opinioni del loro beniamino. È quindi chiaro che un Influencer è in grado di decidere cosa sia di tendenza e cosa invece no.
    Negli ultimi anni la distanza tra brand e influencers si è molto assottigliata diventando sempre meno chiara, infatti tantissimi Influencers hanno lanciato una propria linea di prodotti in collaborazione con i brand, che in questo modo trasforma l’influencer in testimonial, guadagnando credibilità agli occhi dei consumatori.

    È quindi spontaneamente nato quello che oggi viene definito “influencers marketing”, ovvero il marketing di un prodotto che viene fatto identificando una persona in grado di direzionare le scelte d’acquisto dei consumatori/follower della sua particolare nicchia di competenza (fashion, make-up, tecnologia, food, ecc.).

    Esistono sei tipi di Influencers:

    • gli attivisti: persone che si impegnano nei confronti delle propria comunità, movimenti politici e associazioni no profit
    • i connessi: influencers che hanno molti seguaci sui social network
    • influencers d’impatto: veri e propri personaggi che beneficiano della fiducia degli altri
    • le celebritàartisti con migliaia di seguaci
    • le menti attive: utenti con interessi multipli
    • i trendsetter: coloro che per primi tendono ad entrare o ad abbandonare un mercato

    Di fatto però la popolarità di un Influncer è strettamente legata alla sua credibilità: infatti tanto ci è facile diventare seguaci di un personaggio se ci è simpatico e lo reputiamo sincero e affidabile nelle sue opinioni, altrettanto semplice è smettere di seguirlo se ci viene il sospetto che sia troppo “ruffiano” nei confronti dei brand, a scapito della qualità dei prodotti che vuole farci acquistare/provare.
    Quindi potremmo affermare che l’ago della bilancia per questo tipo di marketing si è spostato dal rapporto brand/testimonial, al rapporto influencer/consumatore e questo dovrebbe portare maggiori benefici proprio ai produttori, dato che possono avere un rapporto quasi diretto con il proprio pubblico, attraverso gli Influencers.
    C’è da dire che però la rilevanza di un Influncer per un brand non sta solo nel numero di follower, ma soprattutto nella sua autenticità e da quanto è genuina la sua reputazione all’interno della sua nicchia: milioni di follower interessati al gossip sul personaggio in questione potrebbero valere meno delle poche migliaia di seguaci di un Influencer accreditato nel suo segmento di competenza/mercato.

    Quindi se volete provare questo tipo di marketing, non vi resta che identificare gli Influencers di punta nel vostro settore, contattarli educatamente, fornire un campionario da provare o magari invitarli ad un evento dedicato.

  • Landing Page efficaci

    landing page efficaci

    Lo so… ve lo state chiedendo da un po’: ma che cos’è una Landing Page?
    E soprattutto, perchè tutti parlano di Landing Page efficaci?

    Proviamo a dare una definizione “definitiva”?

    Se vogliamo tradurre letteralmente, Landing Page significa “pagina di atterraggio“.
    Quindi, potremmo dire che si tratta di pagine con una costruzione specifica che hanno lo scopo di portare l’utente che ci “atterra” (in genere dopo aver cliccato su un link o una pubblicità) a compiere un’azione prestabilita. Vengono diffusamente utilizzate per chiedere di sottoscrivere una newsletter, compilare un form di contatto, acquistare un prodotto, e chi più ne ha più ne metta.

    Qualcuno fa una distinzione tra Landing Page e Squeeze Page(*), ma è una sottigliezza per addetti ai lavori che spesso porta solo a fare confusione, distogliendo l’attenzione dall’obiettivo per cui ci servono delle Landing Page efficaci.

    Gli elementi necessari per delle Landing Page efficaci

    Proviamo ad affrontare ora la struttura “ottimale” che compone una landing page, individuando gli elementi da inserire, ma anche quelli da ottimizzare.

    1 – TITOLO, URL E META DESCRIPTION: OTTIMIZZIAMOLE SEO!

    Primissima operazione (e forse anche la più delicata) è identificare le parole chiave che vogliamo usare per farci trovare sui motori di ricerca. Quindi ottimizziamo con la SEO il titolo, l’URL e la meta description per aggiudicarci un buon posizionamento nelle ricerche organiche effettuate dagli utenti a cui ci rivolgiamo.

    2 – L’HEADLINE: USIAMO TITOLI EFFICACI

    Il titolo è il punto focale di una landing page, in media viene letto 5 volte di più rispetto al resto del testo, per questo deve attirare l’attenzione e invogliare l’utente a continuare la lettura.
    Se ipoteticamente abbiamo a disposizione un budget di 1$ per promuovere una campagna, il titolo rappresenta l’80% del nostro investimento.

    “Una volta scritta la headline, avrete speso 80 centesimi del dollaro di cui disponete. Se non riuscite a fare un’efficace azione di vendita già dall’headline, avrete buttato dalla finestra l’80% del budget”.

    David Ogilvy

    Per creare una Headline in grado di catturare l’attenzione è necessario porsi queste domande:

    • a cosa serve il mio prodotto o servizio?
    • quale vantaggio apporta al mio cliente?
    • qual è la domanda che il mio cliente si pone di cui il mio prodotto è la risposta?

    Quando sarai riuscito a rispondere a queste domande (sembra semplice ma non lo è!), dovrai elaborare il titolo in modo conciso e secondo una di queste forme:

    • come slogan;
    • come una domanda (ad esempio: Vuoi scoprire come creare una landing page efficace?)
    • come una (finta) citazione (ad esempio: Svelati i segreti per creare landing page che funzionano)
    3 – SOTTOTITOLO: PAROLA D’ORDINE SINTETIZZARE

    Se abbiamo fatto un buon lavoro con la nostra Headline, il lettore proseguirà passando al sottotitolo. È importantissimo che sia chiara fin da subito la nostra offerta: quindi il sottotitolo dovrà spiegarla in modo semplice e soprattutto sintetico, spingendo l’utente a convertire.

    4 – CALL-TO-ACTION E/O CONTACT FORM: SCEGLIAMOLI CON ATTENZIONE

    La Call-to-Action è l’invito a compiere un’azione, di solito tramite un bottone che l’utente deve cliccare, mentre il Contact Form è il modulo per la raccolta di dati.
    Normalmente il primo viene impiegato per fornire demo gratuite di un servizio, magari per un periodo limitato.
    Il secondo invece serve per l’effettiva raccolta dei dati, e può variare in base alle nostre necessità: per inviare l’estratto del nostro e-book mi bastano nome, cognome e indirizzo e-mail; se devo fornire una consulenza, potrebbero servirmi anche l’indirizzo (per individuare il commerciale di zona) ed il numero di telefono.
    Non esagerare chiedendo più di quello di cui hai effettivamente bisogno, statisticamente più informazioni chiedi, meno la tua landing page converte.
    L’importante è riuscire a raccogliere tutti gli elementi che ci servono per fornire correttamente il servizio/prodotto.

    5 – ELENCHI PUNTATI: USIAMOLI CON MODERAZIONE

    Un buon Copywriting è importante, ma i “bullet point” sono ottimo strumento per focalizzare l’attenzione e sintetizzare concetti, così possiamo scegliere di impiegarli al posto di un eventuale breve testo, ma a patto di non farci prendere troppo la mano! Manteniamoli tra i 3 e i 7, puntiamo sulle caratteristiche ma soprattutto sui benefici che possiamo dare ai nostri clienti.

    6 – TESTIMONIAL E TRUST BUILDING: MIGLIORIAMO LA NOSTRA REPUTAZIONE

    I Testimonials sono coloro che hanno provato il tuo prodotto o servizio e ne danno una testimonianza, mentre i Trust Building sono elementi che danno credibilità a un prodotto, un servizio o un consulente come i loghi dei brand con cui si ha collaborato.

    Fate attenzione a chi inserite, perché per funzionare e rendere le Landing Page efficaci, Testimonials eTrust Buildings devono avere queste caratteristiche:

    • devono essere percepiti come credibili: l’utilizzo di video testimonials, di foto, di link a siti o profili Facebook avvalora l’attendibilità del tuo testimonial, così come brand famosi e riconoscibili aumentano la tua credibilità;
    • devono essere in target con il tuo cliente: se il tuo cliente lavora nel web marketing, i testimonial dovranno appartenere al settore.
    7 – IMMAGINI: FONDAMENTALE CHE SIANO COERENTI

    Le Landing Page efficaci e di maggior successo usano immagini che danno al lettore un’idea di quello che può aspettarsi e vanno, quindi, a completare l’offerta stessa.
    E’ veramente importante che si scelgano immagini professionali e buona qualità, perché mai come al giorno d’oggi siamo bombardati da pubblicità e stimoli visivi che ci hanno abituato a standard molto elevati: basti pensare che mentre facciamo zapping comodamente seduti sul divano in una frazione di secondo riusciamo a distinguere un film di Hollywood da una soap opera sudamericana.
    Quindi se vendiamo un servizio possiamo anche appoggiarci alle banche dati di immagini stock, mentre se vendiamo un prodotto meglio investire in un servizio fotografico professionale.
    La cosa veramente importante è evitare l’utilizzo di immagini non attinenti ma soprattutto che non riflettono quello che l’utente sta per ricevere.

    TESTIAMOLA, OTTIMIZZIAMOLA E SEGUIAMOLA!

    Ora che abbiamo una visione chiara di quelli che possono essere tutti gli elementi che compongono delle Landing Page efficaci, serve precisare che non tutti devono per forza essere presenti.
    Scegliamo con cura quelli che ci servono anche in base ai dati che abbiamo a disposizione e che effettivamente possono dare un valore aggiunto: inutile inserire a tutti i costi dei testimonial se non sono credibili o in target.

    Una volta impostata, è arrivato il momento di mettere alla prova la nostra nuova Landing Page:

    • La prova dei 5 secondi: guardiamola attentamente mettendoci nei panni di un ipotetico utente, se dopo che osserviamo la pagina per 5 secondi non riusciamo ancora a capire di cosa tratti, quale sia l’offerta e come ottenerla, allora ci sarà bisogno di apportare delle modifiche. Continueremo così, finché la pagina non passerà il test dei 5 secondi.
    • Responsive: sia che abbiamo usato un template, sia che l’abbiamo costruita da zero con le nostre mani, assicuriamoci che tutta la pagina sia ottimizzata per la visualizzazione da Mobile, altrimenti verremo pesantemente penalizzati nelle ricerche, vanificando il nostro duro lavoro di costruzione e di SEO per delle Landing Page efficaci!
    • Look & feel: ovvero l’unione coerente di tutti gli elementi, che in armonia influenzano il modo in cui l’utente percepisce un sito. Per esempio: anche il bottone di invio del form deve corrispondere a questo criterio perché gli utenti sono sempre più attenti e l’impiego di pulsanti generici, comuni a diversi siti, danno un’idea di bassa qualità, o peggio, di pagina ingannevole. Quindi la personalizzazione è una buona strategia.
    • Ringraziamo: ricordiamoci di impostare una pagina di ringraziamento a chi a compilato il form o acquistato il nostro prodotto! Questa operazione, oltre a dare un buon feedback al nostro utente, ci da la possibilità di tracciare al meglio le conversioni!
    • Monitoriamo: visto che lo scopo delle Landing Page efficaci è convertire, ricordiamoci di controllare le statistiche che questa genera, per capire quello che funziona oppure no ed eventualmente intervenire tempestivamente dove serve.

    Infine, un consiglio un po’ banale ma che è bene ribadire, dato che spesso concentrandosi su una cosa si perde la visione d’insieme: considerando tutta la fatica che abbiamo fatto per studiare, ideare, comporre e realizzare la nostra Landing Page, usiamo lo stesso “mood” anche per pubblicizzarla, in modo che chi clicca su un link o un banner abbia subito la percezione di essere arrivato nel posto giusto. L’incoerenza genera confusione e allontana i potenziali clienti!

    (*)Squeeze Page: la squeeze page è più corta e serve solo per acquisire contatti dando spesso in cambio un “contenuto gratuito”. Tipico trovare siti in cui lasciare la mail per scaricare un e-book gratuito. 

  • Attenzione alle tendenze SEO 2017

    Lo sappiamo: internet, il digitale e in generale la tecnologia si evolvono continuamente.
    Cosi anche il nostro lavoro sul sito ed in particolare sulla SEO deve stare al passo con i cambiamenti.

    Scopriamo insieme le nuove tendenze SEO 2017 per essere competitivi e aggiornati.

    #1 MOBILE ONLY

    Che i dispositivi mobile siano sempre più importanti è un dato di fatto ormai assodato, tanto che il mantra per tutti gli addetti ai lavori finora era “Mobile First”.
    Con il nuovo anno però non è più sufficiente. Google nei prossimi mesi inizierà a fare riferimento unicamente alla versione mobile di un sito per valutarlo e fissarne il Ranking.
    Pertanto i siti non responsive e privi di un layout specifico per la visualizzazione da mobile verranno pesantemente penalizzati in termini di visibilità.
    Se consideriamo che il tempo di navigazione da cellulare è cresciuto da 0,3 ore/giorno del 2008 alle quasi 3 ore/giorno del 2015, si capisce la necessita di un cambiamento come quello messo in atto da Google.
    La previsione è che il trend cresca in futuro, e occorre essere pronti!

    Non viviamo in un mondo mobile first, viviamo in un mondo mobile only.
    Avinash Kaushik –  Digital Marketing Evangelist di Google

    Il punto di partenza per l’analisi e la realizzazione di un sito diventa quindi il mobile, e anche nelle strategie SEO dovremo tenere in considerazione le diverse caratteristiche di questi dispositivi.
    Come? Focalizzandoci sempre più sui criteri delle ricerche vocali, che Google, ma anche Microsoft, Apple ecc. stanno ormai perfezionando da anni per interpretare frasi complesse nelle ricerche on-line degli utenti.

    #2 IL SOCIAL LISTENING

    Come già accennato nel precedente articolo sul Copywriting, uno strumento sempre più importane è quello di indagare come viene percepito un marchio dal pubblico attraverso i social ed i forum, quali sono i suoi punti di forza e le sue debolezze, chi sono i competitor e chi gli “influencer“, ovvero quei personaggi in grado di spostare, in alcuni casi anche in modo determinante, l’ago della bilancia dell’opinione pubblica in un contesto specifico.
    Queste informazioni sono preziosissime per individuare il target dei nostri clienti o potenziali tali, e per scoprire anche in termini di SEO qual è il linguaggio utilizzato dal nostro “cliente tipo”.

    Un consiglio un po’ spassionato da “addetti ai lavori” è quello di “diffidare delle vostre certezze”, perché spesso sono proiezioni di vostre sensazioni o speranze.
    Occorre invece elaborare con occhio critico i dati raccolti e analizzare in modo oggettivo quanto appreso nel social listening.

    #3 I CONTENUTI CONTANO

    Un altro importantissimo mantra per chi si occupa di SEO è “Content is the king”.
    Applicare le migliori tecniche SEO a dei contenuti che non sono di qualità e non sono corretti rispetto al target di riferimento è assolutamente inutile.
    Google stessa sta dedicando molte risorse alla messa a punto di sistemi di analisi che riescano a riconoscere e premiare i contenuti, con l’obiettivo di restituire ai suoi utenti un servizio di qualità sempre maggiore.
    Quindi è iniziata l’era del “Content is the whole kingdom”, ovvero il contenuto non è solo il re, ma tutto il regno.
    Content marketing e storytelling hanno dimostrato la propria efficacia e sono la strada migliore per la promozione.
    Attraverso la “storia” che raccontiamo con il nostro sito dobbiamo innanzitutto attirare, quindi coinvolgere e infine ispirare il pubblico. La SEO, quindi, dovrà essere studiata per adempiere correttamente ai bisogni di ciascuna di queste tre fasi.

    #4 NON CADERE NEL TRANELLO DEI “TROPPI DATI”

    Oggi cresce anche l’importanza di Big Data e Analytics, esponendoci al rischio concreto di lasciarsi travolgere da una quantità esorbitante di numeri: il messaggio lanciato chiaramente dagli esperti è quello di evitate la psicosi dei dati.
    Non serve accumularli in modo compulsivo, piuttosto è importante selezionare le informazioni che ci servono davvero e soprattutto riuscire a tramutarle in azioni utili.
    Un consiglio sicuramente valido è quello di non affidarsi ciecamente ai dati demografici, poiché spesso non corrispondono in modo univoco a comportamenti digitali specifici.
    Meglio invece suddividere il pubblico in base a interessi e azioni, per pianificare la strategia SEO di conseguenza.
    Il modello proposto dal Digital Evangelist di Google è composto da quattro gruppi:

    • See, coloro che cercano informazioni generali su un argomento poiché sono appassionati
    • Think, le persone che vogliono approfondire e che leggono recensioni, pareri, schede tecniche
    • Do, ovvero coloro che sono intenzionati ad acquistare un articolo
    • Care, i preziosi clienti che si affezionano a un marchio.

    Per ciascun gruppo è necessario utilizzare una comunicazione mirata e individuare gli strumenti e gli ADV più appropriati.

    Queste al momento le novità principali in merito alle tendenze SEO 2017.

    Se sei interessato ad approfondire l’argomento SEO, puoi trovare diversi articoli sul nostro BLOG. Mentre se hai necessità di capire se è arrivato il momento di aggiornare il tuo sito web, puoi trovare tutto quello che ti serve in questo articolo!

     

    [box type=”bio”] Acme è una web agency di Milano giovane e dinamica che sviluppa siti internet personalizzati, studia la brand identity per prodotti e aziende, offre servizi di web marketing e SEO. Acme mette a disposizione la propria esperienza e competenza per dare risposte semplici ed efficaci per chi si affaccia al web.[/box]

  • Marketing: confondere i servizi Google e pagare conti salati invece di guadagnare…

    … è successo a un dodicenne spagnolo che ha confuso gli strumenti di marketing AdSense e Adwords!

    Abbiamo letto l’articolo del Corriere.it che racconta come un dodicenne spagnolo, volendo guadagnare con i suoi video pubblicati su YouTube, sia invece finito col far recapitare i genitori un salatissimo conto 100k euro.

    Il ragazzino,sicuramente armato di buone intenzioni, ha fatto confusione tra i servizi di marketing offerti da Google:

    • AdSense: che permette di guadagnare tramite le pubblicità associate ai nostri contenuti, in questo caso i video del canale YouTube
    • AdWords: che inserisce annunci a pagamento su altri siti/canali per portare traffico e dare visibilità ai nostri contenuti

    Non entriamo nel merito di come un minore abbia avuto accesso a tali strumenti di marketing avanzato oppure ai dati della carta di credito dei genitori senza nessuna supervisione, e nemmeno di come Google abbia reagito alla vicenda, che è giunta comunque ad un “lieto fine”.

    Quello che invece è importante capire da questa disavventura, è che avere un accesso semplice e semplificato a funzionalità di marketing complesse può sembrare un grande vantaggio per i più inesperti.
    Il “fai da te” è molto in voga al momento e può dare l’illusione di risparmiare un sacco di soldi.
    Dietro queste facilitazioni però si nascondono insidie spesso inaspettate, che anche senza arrivare ad estremi come quanto capitato al povero ragazzino, potrebbero comunque farvi spendere denaro senza capire dove stiate sbagliando e magari perseverando negli errori, perché non si sa bene dove e come cercarli.

    Almeno all’inizio, consigliamo di valutare l’intervento di qualcuno esperto in questi strumenti di marketing, che sia in grado di analizzare la vostra situazione, identificare i mezzi più adatti per il raggiungimento dei vostri obiettivi e anche impostare il percorso ed eventualmente la campagna in modo ottimizzato.
    Un professionista serio non si offenderà se ad un certo punto vorrete portare avanti il lavoro in autonomia. Anzi questo potrà aiutarvi ad apprezzare gli sforzi fatti, perché fidatevi, di semplice negli strumenti di marketing non c’è proprio nulla!

  • Lancio di un sito WordPress: 10 cose da ricordare

    Lancio di un sito WordPress: 10 cose da ricordare

    Ci avete lavorato sodo e finalmente il vostro sito WordPress è pronto per andare online e diventare la vostra vetrina globale.
    Ma prima di fare un lancio in grande stile, assicuratevi che tutto sia veramente in ordine e funzionante…

    Dai contenuti alla grafica, dalle condizioni legali agli ultimi set-up, scopriamo le 10 mosse per evitare passi falsi e stupire i vostri follower!

    1 – Soddisfatti dei contenuti

    Essere soddisfatti dei contenuti significa revisionare i testi, controllare che tutti i link interni ed esterni funzionino correttamente, verificare che tutte le immagini siano quelle definitive ed eliminare gli eventuali segnaposto, facendo una pulizia dei media.
    Inoltre è necessario controllare che i video caricati si vedano correttamente da tutti i browser o che gli eventuali link a video su piattaforme esterne come YouTube o Vimeo siano visibili e funzionanti.
    Infine, sicuramente avrete controllato e ricontrollato riga per riga e pagina per pagina, ma se avete un altro paio di occhi che possono darvi una mano per un check supplementare di certo non è una cattiva idea, anzi! Che sia un socio, un collega, la fidanzata o la zia non importa!

    2 – Check di Browers e Devices

    Altro passaggio fondamentale prima che tutto il mondo visiti il vostro sito WordPress è assicurarsi che sia correttamente visualizzato su tutti i browser, perciò apritelo e sfogliatelo con Chrome, Safari, Opera, Firefox, Edge e quanti più browser potete avere sottomano.
    Inoltre, poiché siamo atterrati nell’era del Mobile Only è un’ottima idea controllare anche come viene visualizzato sui vari dipositivi: tablet e smartphone di diversi modelli e dimensioni.
    Un valido aiuto in questa delicata operazione è sicuramente il Google Mobile-Friendly Test.

    3 – Assicuratevi che il vostro sito WordPress faccia quello che ci si aspetta

    Questo include assicurarsi che i form di contatto acquisiscano i dati correttamente, che le mail siano configurate in modo che ogni messaggio arrivi nel posto giusto alla persona giusta, e che i messaggi automatici di risposta siano appropriati, pertinenti e scritti correttamente.

    Potrebbe essere una buona cosa anche verificare la velocità del vostro sito WordPress: se una pagina impiega troppo tempo a caricarsi potreste perdere un potenziale cliente! In questo caso è utile effettuare un WordPress Speed Test per capire cosa può essere migliorato.

    4 – Usate un plugin per fare SEO al meglio

    Se la SEO non è il vostro pane, non fatevene un cruccio! Esistono diversi plugin che vi possono aiutare, ma quello che ACME vi consiglia è sicuramente Yoast SEO.
    Non è solo il più conosciuto, ma è estremamente valido come strumento anche nella versione gratuita, che è costantemente aggiornata e al passo con le variazioni degli algoritmi. Inoltre recentemente Yoast ha fatto un grande avoro sugli idiomi ed ora é disponibile il check dei contenuti anche per la lingua italiana. Questo aiuterà sicuramente a valutare correttamente la qualità dei nostri testi sui motori di ricerca.

    5 – Non dimenticate il Marketing

    Attività come spingere alla sottoscrizione della vostra newsletter, oppure l’inserimento dei pulsanti per il social sharing rientrano in questa importantissima categoria.
    Perchè inserire un form di sottoscrizione in tutti i punti chiave vi permetterà di creare una mailing list il più ampia possibile per rimanere in contatto con tutti i followers ed i potenziali clienti, aggiornandoli su tutte le novità relative al vostro business.
    Inoltre configurare correttamente le interazioni del vostro sito WordPress con i social networks vi può aiutare a raggiungere un pubblico maggiore e con minor sforzo: quindi una volta inseriti i pulsanti di condivisione automatica verificate che funzionino correttamente e che i relativi account siano stati creati!

    6 – Non dimenticate le Condizioni d’uso e legali

    Non solo sono parti fondamentali del sito, ma sono indispensabili per creare un rapporto di fiducia con il nostro pubblico. Quindi inserite tutti i dati aziendali e di contatto in modo che siano facilmente reperibili.
    Ricordate che per ogni tipo di società è previsto un determinato adempimento in merito non solo ai dati obbligatori, ma anche dove devono essere inseriti.
    Ormai la Cookie Law Info è obbligatoria, così come l’informativa sulla Privacy, quindi verificate che queste pagine siano accessibili e aggiornate alle ultime norme di legge.
    Inoltre se state per lanciare un e-commerce ricordate che dovete anche prevedere le sezioni relative ai metodi di pagamento e la policy per i resi e le spedizioni.
    Se vi servono delle licenze assicuratevi che tutto sia in ordine e non siano scadute, oltre a verificare di aver rispettato tutte le norme in materia di copywriting per quanto riguarda i font, le immagini ecc.

    7 – Migrate il sito sul server scelto

    Se non lo avete ancora fatto, scegliete e acquistate il dominio per il vostro sito WordPress e configurate il nuovo database e gli utenti. Lo step successivo è quello di spostare il database e MySQL nel nuovo spazio. A questo punto inserite il domino nella nuova directory e assicuratevi che tutto funzioni correttamente, che il design non sia stato modificato nel passaggio, che le immagini siano tutte visibili e che i link funzionino correttamente.

    8 – Ricordate i backup

    Ora che tutto è in ordine fate un backup completo del vostro sito WordPress, avrete la possibilità di ripristinare il vostro lavoro velocemente nel caso qualcosa andasse storto.
    La sicurezza è un argomento estremante delicato ed altrettanto importate, quindi non dimenticate di effettuare dei backup regolarmente. Ricordate anche di farlo anche prima di qualsiasi aggiornamento di template e plugin.
    Ormai quasi tutti gli hosting professionali offrono il servizio di backup programmati, quindi controllate che rientri nel vostro contratto o altrimenti provvedete manualmente a intervalli regolari.

    9 – Pronti per il lancio

    Ora che siete vicini al lancio del vostro sito WordPress, fate un ultimo check delle licenze dei plugin installati e se dovessero essere scadute provvedete a rinnovarle, inoltre attivate il caching e verificate che le pagine vengano caricate velocemente e in modo corretto.

    10 – Festeggiate!

    Finalmente siamo giunti al momento di rilassarsi e godersi i frutti del duro lavoro: avete costruito un sito WordPress!
    Ora è il momento di vedere il vostro sito lavorare per far conoscere il vostro brand e raggiungere nuovi clienti!

     

    Ovviamente il lavoro di mantenimento dei sito WordPress non è finito qui: assicuratevi di effettuare backup regolarmente e collegate gli strumenti di analisi per tenere monitorato l’andamento delle visite e scoprire dove migliorare per far crescere il vostro business!