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  • SEO in pillole #4: usa gli strumenti di analisi

    SEO in pillole #4: usa gli strumenti di analisi

    Scrivere contenuti interessanti e ottimizzati SEO non è sufficiente a scalare il Page Rank. Dopo la pubblicazione dobbiamo monitorare l’andamento del nostro sito per scoprire dove e come intervenire per migliorare le nostre performace. Scopriamo quindi come usare gli strumenti di analisi!

    Lo si ripete spesso e lo dicono anche i “guru” della SEO, non esiste una formulina magica che basta applicare per riuscire ad apparire sempre più in alto nella Serp. Per questo esistono dei tool che possono aiutarci a comprendere quali sono i nostri punti deboli, fornendoci la possibilità di migliorare. 

    Il primo tra tutti è la Google Search Console di Google, di cui abbiamo già parlato nel precedente articolo di questa Rubrica. Come funziona e come ci può aiutare a migliorare la nostra SEO?
    Accedendo alla Search Console per il nostro sito, troveremo una serie di funzioni elencate in una sidebar alla sinistra dello schermo. Il menù che andremo a selezionare è “Traffico di Ricerca”, che contiene una serie di voci di sottomenù che ci danno informazioni preziosissime. Ad esempio la “Analisi delle ricerche” ci dice quali parole/frasi hanno portato alla visualizzazione del nostro sito nelle ricerche degli utenti; i “Link che rimandano al tuo sito” ci dicono quali siti rimandano al nostro e che stanno creando la nostra reputazione; la “Usabilità da dispositivi mobili” è un rapido check della performance del nostro sito su tablet e cellulari, che sappiamo essere sempre più fondamentale.

    Un altro strumento fondamentale per l’analisi del nostro sito è Google Analytics. Dal pannello di controllo possiamo conoscere il traffico generato, dove sono situati gli utenti che ci fanno visita e quindi se il nostro pubblico è strettamente nazionale o internazionale, le pagine che vengono visitate, il Bounce Rate e come siamo stati trovati.
    É facile capire per esempio che se da una analisi ci accorgiamo che chi arriva sul nostro sito è soprattutto un utente straniero e abbiamo un Bounce Rate elevato, probabilmente abbiamo delle keyword fortissime, ma dobbiamo pensare a tradurre i nostri contenuti e avere un sito multilingua per intrattenere il nostro pubblico.

    L’ultimo tool di cui vogliamo parlare è Google AdWords. Non è strettamente legato alla SEO, ma come abbiamo spiegato SEO e SEM dovrebbero andare a braccetto, pertanto le campagne pay-per-click fanno parte del lavoro per riuscire a scalare il Page Rank e raggiungere il maggior numero possibile di utenti/clienti.

    Riepiloghiamo quindi gli strumenti di analisi da usare e che ci aiutano a migliorare il nostro sito:

    [learn_more caption=”Imposta e usa la Search Console”] Per scoprire, tra le altre cose, con quali parole chiave viene trovato il tuo sito, in che posizione viene visualizzato nelle ricerche e il rapporto Visualizzazioni/Click (CTR Click Through Ratio), nonché quali altri siti ti stanno linkando, creando così la tua reputazione[/learn_more]

    [learn_more caption=”Imposta e usa Google Analytics”]Per scoprire, tra le altre cose, quanti visitatori ha il tuo sito, le keyword che usano per trovarlo e quali pagine visitano[/learn_more]

    [learn_more caption=”Usa campagne Pay-per-Click a supporto della SEO”] Gli annunci sponsorizzati di AdWords ti aiuteranno a dare visibilità al tuo sito e ai tuoi servizi e vedrai incrementare il traffico[/learn_more]

    [learn_more caption=”Diversifica le tue risorse di traffico”] Google è sicuramente una grandissima risorsa, ma affidarci completamente a loro potrebbe essere rischioso. Quindi non dimentiamo di procurarci visibilità anche in altri modi (social sharing, newsletter, ecc.)[/learn_more]

    Ecco gli strumenti di analisi principali che abbiamo a disposizione, e quasi sempre in modo gratuito, per monitorare e analizzare non solo il nostro sito, ma soprattutto il comportamento degli utenti che lo visitano.
    Vedrete che usare e imparare ad interpretare quello che questi strumenti di analisi ci dicono, potrà aiutarvi a migliorare sia i contenuti ma anche il posizionamento nel Page Rank.

  • SEO e SEM

    É abbastanza diffusa la percezione che SEO e SEM siano praticamente la stessa cosa, dato che entrambe hanno lo scopo di portare visitatori al nostro sito web.
    Ma un’analisi più approfondita vi rivelerà che sono due metodi completamente differenti, ognuno con le proprie “regole”…

    Cosa sono SEO e SEM

    Search Engine Optimization (SEO per gli amici che la conosco già dai precedenti articoli!) è quell’insieme di azioni che ci aiuta a rendere il nostro sito ben mappato e riconoscibile dai motori di ricerca. Riassumendole brevemente, le tecniche principali per una buona SEO sono: parole chiave pertinenti, contenuti interessanti e aggiornati frequentemente, ma soprattutto link che consolidano la reputazione del nostro sito.

    Search Engine Marketing (ovvero la SEM) invece, genera traffico verso il nostro sito web impiegando campagne “pay-per-click”, come quelle che si possono fare su Google Adwords, e il social media marketing, attraverso la condivisione dei nostri contenuti per aumentarne non solo la visibilità ma anche la diffusione.

    Principali attività SEO e SEM

    Iniziamo con le attività più comuni per fare la SEO:

    • ricerca delle parole chiave pertinenti per il nostro sito
    • scrivere contenuti interessanti che i nostri utenti possono condividere sui social
    • ottimizzare le nostre pagine per la visualizzazione da mobile
    • semplificare e rendere chiara la navigabilità del nostro sito
    • costruire una rete di backlink di qualità, da siti affidabili e con una buona reputazione
    • dare la possibilità ai nostri utenti di visitare più pagine, per aumentare il tempo di permanenza sul nostro sito, facendo diminuire il bounce rate.

    Scopriamo invece cosa occorre per la SEM:

    • ottimizzare la tua SEO (!)
    • creare pagine specifiche per la lead o le vendite
    • campagne pay-per-click sui motori di ricerca
    • link a pagamento su siti web a noi affini
    • posizionare pubblicità e post sponsorizzati sui social media
    • creare newsletter e campagne di e-mail marketing
    • creare community sui forum

    Qual è più importante?

    Sicuramente la SEO è il punto cruciale di ogni strategia marketing se si vogliono massimizzare i contatti con cui avere un buon tasso di conversione. Ma anche un sito perfettamente ottimizzato non è sufficiente se non riesce a generare un quantitativo di traffico adeguato. Per questo nessuna delle due attività è migliore dell’altra, ma sono quasi sempre complementari ed ugualmente vitali per la crescita di un business online.

    Ecco però una guida veloce e mooolto schematizzata di quale potrebbe essere la strategia da adottare e/o rivedere per il tuo sito:

    • Se il tuo sito è nuovo e devi costruire da zero la tua presenza online: inizia con l’ottimizzazione SEO e poi procedi con la SEM.
    • Se hai già un buon traffico, ma la quantità di conversioni è limitata: concentra i tuoi sforzi sull’ottimizzazione del tuo sito con la SEO.
    • Se hai un buon tasso di conversione, ma le visite sono troppo poche: incrementa le risorse per la SEM.

    Se pensate di aver già fatto tutto e nel modo giusto ma i risultati non arrivano, forse è giunto il momento di chiedere aiuto ad un professionista… e ACME è a vostra disposizione!

  • SEO in pillole #3: attenti alle penalità di Google

    SEO in pillole #3: attenti alle penalità di Google

    Molti hanno la convinzione che le multinazionali sono il demonio e sarebbero disposti a qualunque cosa pur di “essere contro”. Ma è un dato di fatto che oramai la globalizzazione e internet stanno velocemente cambiando il mondo e la nostra quotidianità.

    Quindi, sappiate che questo modo di pensare potrebbe danneggiare tutto il vostro lavoro SEO. Già perchè se vi preme raggiungere un buon Page Rank su Google, dovete rispettare le regole che la multinazionale in questione (sul suo motore di ricerca) ha stabilito. Altrimenti il rischio è quello di incorrere nelle penalità di Google che non solo potrebbero farvi perdere visibilità, ma addirittura farvi bannare.

    Come abbiamo già spiegato in un precedente articolo, i motori di ricerca impiegano degli algoritmi per stabilire l’attendibilità e la reputazione di un sito web, ed assegnarne il posizionamento nei risultati.
    Migliore sarà la qualità dei link presenti nel nostro sito, migliore sarà anche la nostra reputazione agli occhi di Google. Allo stesso modo se i nostri link saranno scadenti, come quelli acquistati massivamente o peggio ancora se rimandano a siti già segnalati oppure già bannati da Google per comportamenti scorretti, verremo a nostra volta penalizzati.

    Anche i contenuti sono importanti e Google ha studiato degli algoritmi che riescono a capire se li abbiamo duplicati (oppure copiati da altri siti web) magari rimaneggiandoli malamente, riempiendoli di parole chiave che ne rendono la lettura poco fruibile.

    L’obiettivo che TUTTI i motori di ricerca stanno cercando di raggiungere negli ultimi tempi, è quello di riuscire a fornire risultati pertinenti e di qualità all’utente che effettua una ricerca.

    Fortunatamente “mamma Google” ci tiene ad avere contenuti buoni, accessibili e fruibili dai suoi utenti. Per questo ha creato e messo a disposizione di tutti la Google Search Console che ci consente non solo di capire come veniamo trovati e quali sono i nostri contenuti più ricercati, ma anche chi sono i siti che linkano alle nostre pagine, la qualità dei nostri link in uscita, se siamo visualizzati in modo ottimizzato anche da mobile e sopratutto ci dice come veniamo “letti” dagli algoritmi, segnalandoci eventuali problemi presenti nelle nostre pagine, così da correggere i nostri errori e prevenire le penalità di Google.

    Proviamo a fare una piccola check-list dei comportamenti da evitare per non farci penalizzare e perdere posizioni:

    [learn_more caption=”Evitiamo le penalità di Google”] Ricorda che il nostro sito per essere trovato ha bisogno dei motori ricerca, quindi rispetta le regole fin da subito per evitare di incorrere in penalità[/learn_more]
    [learn_more caption=”Siamo noi responsabili per il nostro sito”] Un motore di ricerca non toglierà una penalità solo perché non sapevamo che stavamo commettendo un’infrazione, quindi cerchiamo di stare attenti e fare scelte assennate[/learn_more]
    [learn_more caption=”Configuriamo e usiamo la Search Console”] Esiste, ci aiuta e funziona! Quindi perché non usarla anche per evitare le penalità di Google?[/learn_more]
    [learn_more caption=”Bassa qualità equivale ad alto rischio”] L’abbiamo già detto e non smetteremo mai di ripeterlo: link di bassa qualità, aumentano il rischio di essere penalizzati. Quindi: NON ACQUISTIAMO LINK a pagamento e non partecipiamo a campagne massive per lo scambio dei link. Se un algoritmo identifica il sito padre, in pochi secondi troverà anche tutti i suoi discepoli.[/learn_more]
    [learn_more caption=”Impostiamo i filtri anti-spam”] Se scopriamo un sito appartenente ad una link farm che ha un collegamento al nostro sito, dobbiamo inserire un filtro antispam per bloccarlo e segnalarlo a Google [/learn_more]
    [learn_more caption=”Controlliamo le Query”] Accertatevi che il vostro sito non faccia uso di query automatiche che sfruttano le api di Google e che contravvengono alla politica aziendale. [/learn_more]
    [learn_more caption=”Non duplichiamo i contenuti”] Evitiamo di creare pagine che riportano sempre lo stesso contenuto, modificando solo la parola chiave: Google se ne accorge![/learn_more]
    [learn_more caption=”Non esagerare con gli annunci”] Se le nostre pagine contengono pochissimo testo originale e sono piene zeppe di annunci, siamo a rischio di penalità[/learn_more]
    [learn_more caption=”Non sbeffeggiate la SEO”] Ebbene si, è successo: siti che affermavamo che la SEO era una “stronzata” sono incappati nelle penalità da Google perché diffamanti[/learn_more]

    In conclusione, il modo migliore per fare SEO è creare contenuti di qualità e interessanti, con link genuini che ci creino una reputazione solida.
    Evitiamo le scorciatoie ed armiamoci di un po’ di pazienza, perché alla fine il nostro duro lavoro e la costanza verranno premiati!

  • Nuovi domini, nuove opportunità

    È già da qualche anno che stanno diventando disponibili nuove estensioni a dominio, oltre ai classici “.com”, “.net”, “.it”.
    Ma perché puntare su un dominio di nuova generazione?

    Diversi provider, italiani e stranieri, da un po’ di tempo ormai, danno la possibilità di registrare nuove estensioni a dominio, in grado di far comprendere all’utente fin dalla prima occhiata chi sei e cosa fai.

    Ci riferiamo per esempio ai nuovi domini “.cafe“, “.restaurant” o”.pizza“, ma anche “.tecnology“, “.casa“, “.company“, e perchè no, “.luxury“.
    Estensioni che associate al nostro brand possono far capire immediatamente quale sia il prodotto/servizio che forniamo o a quale tipologia di cliente ci rivolgiamo.
    Inoltre potrebbero risultare anche più semplici da ricordare e ritrovare nelle ricerche on-line, aiutando non poco la creazione di una solida Brand Reputation.

    Il nome del dominio è importante anche per la SEO.
    Se questo rispecchia l’attività aziendale, sarà più semplice per i motori di ricerca indicizzare il nostro sito e fornirlo come risultato pertinente nelle ricerche degli utenti.

    Sebbene molti siano ancora scettici sull’utilizzo delle nuove estensioni di dominio, di fatto la possibilità di identificare l’attività già dal nome del sito web è certamente un vantaggio, e non solo per la Brand Reputation.
    Questo infatti ci permette anche di ottenere visite da utenti qualitativamente già selezionati: è corretto presumere che chi entra nel mio sito “.wedding” stia organizzando un matrimonio!

    L’obiettivo di queste nuove estensioni è, quindi, da ricercare in un rilancio delle attività produttive e di servizi in tutti i settori, attraverso un potente mezzo di comunicazione, il web, oggi sempre più diffuso, fruibile da diversi device, in ogni momento e in qualsiasi luogo.

    Il costo di questi nuovi domini supera di qualche decina di euro quelli tradizionali, ma potenzialmente potrebbero portare ad un vantaggio ben più consistente in termini di visibilità.

    Quindi se stai pensando di lanciare una nuova linea di prodotti, oppure di aggiornare il sito web aziendale, rifletti bene sulla scelta del nome a dominio per un lancio o un rilancio veramente efficace!
    Vuoi informazioni più dettagliate? Non sei a tuo agio nello “sguazzare” tra provider e maintainer? Il Team di Acme è a tua completa disposizione per una consulenza in merito, contattaci e sapremo aiutarti!

     

  • Marketing: gli Influencers

    Brand e rivenditori ormai si rivolgono agli Influencers per promuovere i loro prodotti, e proprio questi personaggi sono diventati i principali canali di marketing.

    Che si tratti di IT-Girl come Kim KardashianOlivia Palermo, oppure di blogger come ClioMakeUpChiara Ferragni (per citarne qualcuna nostrana!), è ormai noto che questi personaggi hanno il potere di influenzare una grande quantità di pubblico a colpi di tweet, post, video e foto condivise sui principali social network. E sfruttare questa capacità/opportunità è diventata un potentissimo strumento di marketing.

    Le statistiche ci dicono che il 92% dei consumatori credono più al giudizio degli Influencers che alle pubblicità, oltre al fatto che il 47% degli utenti internet ha attivato degli Adblock (strumenti che permettono di bloccare la visualizzazione delle pubblicità on-line), rendendo di fatto meno efficaci i banner di annunci.

    Viene considerato Influencer un utente con migliaia di followers su diverse piattaforme social e ogni volta che condivide un articolo di blog o una foto riceve migliaia di visualizzazioni, condizionando così le scelte e le abitudini dei sui fan, che si fidano delle opinioni del loro beniamino. È quindi chiaro che un Influencer è in grado di decidere cosa sia di tendenza e cosa invece no.
    Negli ultimi anni la distanza tra brand e influencers si è molto assottigliata diventando sempre meno chiara, infatti tantissimi Influencers hanno lanciato una propria linea di prodotti in collaborazione con i brand, che in questo modo trasforma l’influencer in testimonial, guadagnando credibilità agli occhi dei consumatori.

    È quindi spontaneamente nato quello che oggi viene definito “influencers marketing”, ovvero il marketing di un prodotto che viene fatto identificando una persona in grado di direzionare le scelte d’acquisto dei consumatori/follower della sua particolare nicchia di competenza (fashion, make-up, tecnologia, food, ecc.).

    Esistono sei tipi di Influencers:

    • gli attivisti: persone che si impegnano nei confronti delle propria comunità, movimenti politici e associazioni no profit
    • i connessi: influencers che hanno molti seguaci sui social network
    • influencers d’impatto: veri e propri personaggi che beneficiano della fiducia degli altri
    • le celebritàartisti con migliaia di seguaci
    • le menti attive: utenti con interessi multipli
    • i trendsetter: coloro che per primi tendono ad entrare o ad abbandonare un mercato

    Di fatto però la popolarità di un Influncer è strettamente legata alla sua credibilità: infatti tanto ci è facile diventare seguaci di un personaggio se ci è simpatico e lo reputiamo sincero e affidabile nelle sue opinioni, altrettanto semplice è smettere di seguirlo se ci viene il sospetto che sia troppo “ruffiano” nei confronti dei brand, a scapito della qualità dei prodotti che vuole farci acquistare/provare.
    Quindi potremmo affermare che l’ago della bilancia per questo tipo di marketing si è spostato dal rapporto brand/testimonial, al rapporto influencer/consumatore e questo dovrebbe portare maggiori benefici proprio ai produttori, dato che possono avere un rapporto quasi diretto con il proprio pubblico, attraverso gli Influencers.
    C’è da dire che però la rilevanza di un Influncer per un brand non sta solo nel numero di follower, ma soprattutto nella sua autenticità e da quanto è genuina la sua reputazione all’interno della sua nicchia: milioni di follower interessati al gossip sul personaggio in questione potrebbero valere meno delle poche migliaia di seguaci di un Influencer accreditato nel suo segmento di competenza/mercato.

    Quindi se volete provare questo tipo di marketing, non vi resta che identificare gli Influencers di punta nel vostro settore, contattarli educatamente, fornire un campionario da provare o magari invitarli ad un evento dedicato.

  • Attenzione alle tendenze SEO 2017

    Lo sappiamo: internet, il digitale e in generale la tecnologia si evolvono continuamente.
    Cosi anche il nostro lavoro sul sito ed in particolare sulla SEO deve stare al passo con i cambiamenti.

    Scopriamo insieme le nuove tendenze SEO 2017 per essere competitivi e aggiornati.

    #1 MOBILE ONLY

    Che i dispositivi mobile siano sempre più importanti è un dato di fatto ormai assodato, tanto che il mantra per tutti gli addetti ai lavori finora era “Mobile First”.
    Con il nuovo anno però non è più sufficiente. Google nei prossimi mesi inizierà a fare riferimento unicamente alla versione mobile di un sito per valutarlo e fissarne il Ranking.
    Pertanto i siti non responsive e privi di un layout specifico per la visualizzazione da mobile verranno pesantemente penalizzati in termini di visibilità.
    Se consideriamo che il tempo di navigazione da cellulare è cresciuto da 0,3 ore/giorno del 2008 alle quasi 3 ore/giorno del 2015, si capisce la necessita di un cambiamento come quello messo in atto da Google.
    La previsione è che il trend cresca in futuro, e occorre essere pronti!

    Non viviamo in un mondo mobile first, viviamo in un mondo mobile only.
    Avinash Kaushik –  Digital Marketing Evangelist di Google

    Il punto di partenza per l’analisi e la realizzazione di un sito diventa quindi il mobile, e anche nelle strategie SEO dovremo tenere in considerazione le diverse caratteristiche di questi dispositivi.
    Come? Focalizzandoci sempre più sui criteri delle ricerche vocali, che Google, ma anche Microsoft, Apple ecc. stanno ormai perfezionando da anni per interpretare frasi complesse nelle ricerche on-line degli utenti.

    #2 IL SOCIAL LISTENING

    Come già accennato nel precedente articolo sul Copywriting, uno strumento sempre più importane è quello di indagare come viene percepito un marchio dal pubblico attraverso i social ed i forum, quali sono i suoi punti di forza e le sue debolezze, chi sono i competitor e chi gli “influencer“, ovvero quei personaggi in grado di spostare, in alcuni casi anche in modo determinante, l’ago della bilancia dell’opinione pubblica in un contesto specifico.
    Queste informazioni sono preziosissime per individuare il target dei nostri clienti o potenziali tali, e per scoprire anche in termini di SEO qual è il linguaggio utilizzato dal nostro “cliente tipo”.

    Un consiglio un po’ spassionato da “addetti ai lavori” è quello di “diffidare delle vostre certezze”, perché spesso sono proiezioni di vostre sensazioni o speranze.
    Occorre invece elaborare con occhio critico i dati raccolti e analizzare in modo oggettivo quanto appreso nel social listening.

    #3 I CONTENUTI CONTANO

    Un altro importantissimo mantra per chi si occupa di SEO è “Content is the king”.
    Applicare le migliori tecniche SEO a dei contenuti che non sono di qualità e non sono corretti rispetto al target di riferimento è assolutamente inutile.
    Google stessa sta dedicando molte risorse alla messa a punto di sistemi di analisi che riescano a riconoscere e premiare i contenuti, con l’obiettivo di restituire ai suoi utenti un servizio di qualità sempre maggiore.
    Quindi è iniziata l’era del “Content is the whole kingdom”, ovvero il contenuto non è solo il re, ma tutto il regno.
    Content marketing e storytelling hanno dimostrato la propria efficacia e sono la strada migliore per la promozione.
    Attraverso la “storia” che raccontiamo con il nostro sito dobbiamo innanzitutto attirare, quindi coinvolgere e infine ispirare il pubblico. La SEO, quindi, dovrà essere studiata per adempiere correttamente ai bisogni di ciascuna di queste tre fasi.

    #4 NON CADERE NEL TRANELLO DEI “TROPPI DATI”

    Oggi cresce anche l’importanza di Big Data e Analytics, esponendoci al rischio concreto di lasciarsi travolgere da una quantità esorbitante di numeri: il messaggio lanciato chiaramente dagli esperti è quello di evitate la psicosi dei dati.
    Non serve accumularli in modo compulsivo, piuttosto è importante selezionare le informazioni che ci servono davvero e soprattutto riuscire a tramutarle in azioni utili.
    Un consiglio sicuramente valido è quello di non affidarsi ciecamente ai dati demografici, poiché spesso non corrispondono in modo univoco a comportamenti digitali specifici.
    Meglio invece suddividere il pubblico in base a interessi e azioni, per pianificare la strategia SEO di conseguenza.
    Il modello proposto dal Digital Evangelist di Google è composto da quattro gruppi:

    • See, coloro che cercano informazioni generali su un argomento poiché sono appassionati
    • Think, le persone che vogliono approfondire e che leggono recensioni, pareri, schede tecniche
    • Do, ovvero coloro che sono intenzionati ad acquistare un articolo
    • Care, i preziosi clienti che si affezionano a un marchio.

    Per ciascun gruppo è necessario utilizzare una comunicazione mirata e individuare gli strumenti e gli ADV più appropriati.

    Queste al momento le novità principali in merito alle tendenze SEO 2017.

    Se sei interessato ad approfondire l’argomento SEO, puoi trovare diversi articoli sul nostro BLOG. Mentre se hai necessità di capire se è arrivato il momento di aggiornare il tuo sito web, puoi trovare tutto quello che ti serve in questo articolo!

     

    [box type=”bio”] Acme è una web agency di Milano giovane e dinamica che sviluppa siti internet personalizzati, studia la brand identity per prodotti e aziende, offre servizi di web marketing e SEO. Acme mette a disposizione la propria esperienza e competenza per dare risposte semplici ed efficaci per chi si affaccia al web.[/box]

  • Marketing: confondere i servizi Google e pagare conti salati invece di guadagnare…

    … è successo a un dodicenne spagnolo che ha confuso gli strumenti di marketing AdSense e Adwords!

    Abbiamo letto l’articolo del Corriere.it che racconta come un dodicenne spagnolo, volendo guadagnare con i suoi video pubblicati su YouTube, sia invece finito col far recapitare i genitori un salatissimo conto 100k euro.

    Il ragazzino,sicuramente armato di buone intenzioni, ha fatto confusione tra i servizi di marketing offerti da Google:

    • AdSense: che permette di guadagnare tramite le pubblicità associate ai nostri contenuti, in questo caso i video del canale YouTube
    • AdWords: che inserisce annunci a pagamento su altri siti/canali per portare traffico e dare visibilità ai nostri contenuti

    Non entriamo nel merito di come un minore abbia avuto accesso a tali strumenti di marketing avanzato oppure ai dati della carta di credito dei genitori senza nessuna supervisione, e nemmeno di come Google abbia reagito alla vicenda, che è giunta comunque ad un “lieto fine”.

    Quello che invece è importante capire da questa disavventura, è che avere un accesso semplice e semplificato a funzionalità di marketing complesse può sembrare un grande vantaggio per i più inesperti.
    Il “fai da te” è molto in voga al momento e può dare l’illusione di risparmiare un sacco di soldi.
    Dietro queste facilitazioni però si nascondono insidie spesso inaspettate, che anche senza arrivare ad estremi come quanto capitato al povero ragazzino, potrebbero comunque farvi spendere denaro senza capire dove stiate sbagliando e magari perseverando negli errori, perché non si sa bene dove e come cercarli.

    Almeno all’inizio, consigliamo di valutare l’intervento di qualcuno esperto in questi strumenti di marketing, che sia in grado di analizzare la vostra situazione, identificare i mezzi più adatti per il raggiungimento dei vostri obiettivi e anche impostare il percorso ed eventualmente la campagna in modo ottimizzato.
    Un professionista serio non si offenderà se ad un certo punto vorrete portare avanti il lavoro in autonomia. Anzi questo potrà aiutarvi ad apprezzare gli sforzi fatti, perché fidatevi, di semplice negli strumenti di marketing non c’è proprio nulla!