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  • Web Design: dizionario per principianti

    Ecco una piccola guida per Non-Designer ai termini più diffusi ed usati nel Web Design, perché relazionarsi con un grafico per la prima volta potrebbe essere un po’ stressante, dal momento che inizierete a sentire termini come layout, mockup e responsivo…
    Niente paura… proprio per questo abbiamo pensato ad un piccolo dizionario con i termini essenziali e più usati che vi aiuteranno a comunicare al meglio con il vostro Web Designer!

    ALLINEAMENTO

    Iniziamo con un termine facile: lo avrete sicuramente già sentito ed usato in merito alla formattazione di un testo: allineato a sinistra, destra, giustificato o centrato.
    Bene, sappiate che allineamento può esse applicato a qualsiasi elemento che compone una pagina web!

    BRANDING E BRAND IDENTITY

    Molte persone credono che il termine Branding sia una sorta di sinonimo di logo. Invece indica una vasta gamma di opzioni, che vanno dal sito web ai biglietti da visita, dalla carta intestata a qualsiasi altro gadget usiate per pubblicizzare la vostra attività.
    Il Branding presenta il vostro business ai clienti e vi rende individuabili al primo colpo d’occhio. E’ importantissimo che il vostro Web Designer comprenda la vostra attività e lo spirito che volete comunicare, per creare una Brand Identity forte e presente in ogni aspetto della vostra comunicazione verso il mondo.

    COLOR SCHEME (SCHEMA COLORE)

    Un Color Scheme è una selezione di colori che vengono usati insieme. I colori di uno schema devono essere armonici ed attraenti quando vengono accostati.
    Anche se non esiste una regola predefinita su quanti colori è possibile usare, è abbastanza facile comprendere che più colori si vuole impiegare, più difficile sarà dare coesione e coerenza al design.
    Per questo normalmente si scelgono dai 3 ai 5 colori al massimo, che possono essere accostati ai neutri (bianco, nero e grigio). Una volta scelto un Color Scheme questo verrà impiegato e mantenuto in ogni aspetto della Brand Identity.

    COPY O COPYWRITING

    Questi termini indicato tutti i testi che verranno inseriti nel vostro sito ed include non solo i testi principali, ma anche i titoli, le voci di menù, le didascalie, ecc.
    Se vi interessa capire quanto è importante un buon Copywring all’interno del Web Design, vi consigliamo di leggere l’articolo che tratta proprio questo argomento!

    HEADER, BODY E FOOTER

    Header letteralmente significa “intestazione” ed è la sezione iniziale di una pagina web, la prima ad essere visualizzata dall’utente. Di solito contiene gli elementi distintivi del sito stesso, come il logo, il motto aziendale, elementi grafici, ma anche il menu di navigazione.
    Body ovvero “corpo”, è la sezione centrale, o corpo appunto, delle pagine web. Questa sezione racchiude tutti i contenuti, come il testo, le immagini e i collegamenti che costituiscono la parte visualizzata dal browser.
    Footer è termine inglese usato per “piè di pagina”, è la sezione della pagina web posizionata sotto il corpo (body), ovvero la sezione che chiude la pagina web. In genere nel footer vengono riassunti i dati e le informazioni più importanti, come ad esempio gli indirizzi, i recapiti, numero di partita iva, copyright, ternimi e condizioni d’uso, normative su privacy e cookie, ecc.
    Generalmente l’Header e il Footer sono uguali ed in comune a tutte le pagine che compongono il sito.

    CAROUSEL E SLIDER

    Uno Slider è una sezione orizzontale che contiene immagini scorrevoli. É un modulo dal forte impatto visivo ed estetico, ed è ottimo per presentare il sito stesso, oltre ad essere un efficace metodo di Web Design per catturare l’attenzione del visitatore attraverso la visualizzazione di immagini impattanti che scorrono automaticamente.
    Il Carousel invece è una sezione orizzontale che contiene a sua volta diversi box che scorrono a rotazione in maniera ciclica. Si differenzia dallo Slider proprio per la possibilità di mostrare simultaneamente più elementi. Viene impiegato, ad esempio, per visualizzare varie thumbnail (miniature) di immagini, loghi di clienti e testimonial o anteprime di articoli e news.

    LAYOUT

    Il Layout di un sito web è la composizione di tutti gli elementi grafici visualizzati all’interno di una pagina. Questo include la posizione del logo, del menù di navigazione, il testo e le immagini.
    Il Layout è paragonabile alle fondamenta di un sito ed in generale del web design, su cui vengono costruite tutte le pagine e serve a dare coerenza grafica e a guidare l’utente nella navigazione.

    LOREM IPSUM e SEGNAPOSTO

    Non spaventatevi se il vostro grafico vi mostra un lavoro con alcuni testi in latino, è solo un Lorem Ipsum! Si tratta di testi falsi e di riempimento che i designer utilizzano per mostrare i diversi font oppure per riempire una sezione di testo nel caso un cui il Copy non sia ancora pronto.
    I Segnaposto invece sono immagini non definitive che vengono inserite per stabilire le dimensioni e impostare la struttura delle pagine.

    MOCKUP

    Si tratta di una rappresentazione non funzionante delle pagine di un sito web. I Mockup vengono normalmente disegnati in Photoshop e servono a mostrare quale sarà la grafica di un sito prima di iniziarne lo sviluppo.
    Un mockup statico consente di modificare in modo abbastanza semplice e veloce il font, i colori e la struttura, in modo da risparmiare tempo, energie e… denaro!

    RESPONSIVE DESIGN O DESIGN RESPONSIVO

    Il Responsive Design è nato dopo l’avvento e la diffusione di smartphone e tablet, per risolvere i problemi di visualizzazione dei siti web su questi dipositivi.
    Tradizionalmente un sito web viene studiato e creato per la navigazione da computer desktop, ed il Design Responsivo consente di ottimizzare la visualizzazione delle pagine sui diversi dispositivi, con monitor delle più disparate misure e risoluzioni, senza dover creare dei veri e propri siti appositi.
    Leggi questo post e scopri se il tuo sito web è responsivo o se è arrivato il momento di rinnovarlo!

    CONTACT FORM

    Significa letteralmente “modulo di contatto”, non è altro che il modulo presente in moltissimi siti per inviare un messaggio al proprietario o l’amministratore del sito web compilando direttamente dal browser alcuni campi prestabiliti.

    GALLERY

    Ovvero la “galleria”, è una sezione di un sito web o una pagina appositamente dedicata ad accogliere una galleria fotografica, oppure (più raramente) dei video.
    Se ti interessa capire come inserire i video in modo ottimale nel tuo sito WordPress, qui trovi tutte le informazioni che ti servono.

    SITE MAP E MENU

    La Site Map, cioè la Mappa del Sito è l’elenco gerarchico delle pagine web che compongono il vostro sito. Generalmente è la base su cui viene costruito il menu di navigazione che consente agli utenti di trovare in modo intuitivo i contenuti.
    Il Menu si trova normalmente all’interno dell’Header e rappresenta la lista delle pagine o delle sezioni di cui è composto un sito web; posizionando e/o cliccando con il cursore del mouse su una voce di Menu è possibile accedere al contenuto della pagina selezionata oppure a un sottomenu che mostra nuove opzioni di scelta.

    BANNER

    É una piccola area, in genere rettangolare o quadrata, che contiene solitamente un’immagine con link pubblicitario. L’utilizzo dei banner è una delle forme pubblicitarie più diffuse su internet.

    AVATAR

    Si tratta di quella che i social network hanno rinominato “immagine di profilo”. L’Avatar è la foto che viene scelta solitamente dai blogger come immagine rappresentativa e identificativa dell’autore di un articolo. Usata soprattutto nei magazine on-line o nei siti che raccolgono contenuti di diversi autori.

     

    Ecco qui, speriamo che questo piccolo vademecum sulla terminologia del Web Design per principianti vi possa aiutare a comunicare al meglio con i professionisti del settore.
    E nel caso ve lo siate perso, vi invitiamo a leggete anche il precedente articolo “WordPress dizionario per principianti.”

  • Rebranding: cos’è, a cosa serve e come farlo nel modo giusto!

    Per qualcuno il Rebranding è una sfida eccitante, per altri una seccatura. Di certo si tratta di un passaggio molto importante nella vita di un marchio o di un’azienda, e per quanto possa essere complesso non è certo impossibile! Vediamo insieme quando serve e come farlo al meglio.

    Il termine Rebranding indica un processo in base al quale un prodotto, ma anche un servizio, sviluppato e distribuito con un nome, un marchio o semplicemente il nome della ditta produttrice, viene reimmesso nel mercato sotto un altro nome o con una diversa “immagine”.
    Scopriamo i motivi per cui potreste avere bisogno di un rebrand, cosa prendere in considerazione prima di iniziare, come procedere e come promuovere il nuovo marchio per farlo accettare dal mercato.

    1. Perchè prendere in considerazione il Rebranding

    Esistono diverse motivazioni che possono spingervi a considerare di fare Rebranding, vediamo le situazioni più comuni che si possono verificare:

    Riposizionare il Marchio nel mercato esistente: magari all’inizio si pensa che il proprio prodotto possa avere successo in un certo mercato, ma ad un certo punto ci si rende conto che invece ha un potenziale più alto in un’area diversa o per una nicchia specifica. Ecco allora che per ottenere il massimo dalla nuova opportunità, potrebbe essere necessario un rebrand per inserirsi al meglio e sfruttare tutte le potenzialità del mercato.

    Spostarsi in un nuovo mercato: se invece dovete spostarvi in un mercato completamente nuovo, un’oprazione di Rebranding potrebbe essere la mossa giusta per presentarsi al meglio e accostarsi il più possibile ai gusti del nuovo pubblico. Non occorre necessariamente abbandonare il vecchio Brand e il vecchio mercato. Un rebrand potrebbe servire per adattarsi, ad esempio, a differenze culturari che possiamo incontrare in un nuovo paese, o semplicemente per differenziare il prodotto in mercati differenti.

    Problemi legali o di immagine: può succedere di ritrovarsi ad avere problemi legali o anche solo di immagine che ci obbligano a prendere in considerazione il Rebranding per “ripulire” il nostro marchio. Basta anche solo aver involontariamente utilizzato un nome che era  soggetto a copyright o sfruttato immagini protette dal diritto d’autore.

    2. Come prepararsi al Rebranding

    Ora vediamo quali sono i passi da compiere prima di effettuare qualsiasi cambiamento, perchè il peggior approccio per il Rebranding è pensare di procedere a caso e fare un salto nel buio…

    SCOPRI IL PERCHÉ E SE É ASSOLUTAMENTE NECESSARIO
    Che tu stia valutando il Rebranding per una delle ragioni sopra elencate o per un altro motivo, la prima cosa da fare è valutare se:
    – lo stai facendo per le giuste ragioni
    – è la strategia migliore per affrontare il problema

    Assicurati di sapere perfettamente perchè stai affrontando questo cambiamento e come risolvere il vero problema che ti spinge a farlo. Solo allora puoi passare a pianificare la strategia più corretta e performante.

    TROVA IL NUOVO MARCHIO
    Sviluppare un nuovo marchio è un processo lungo e complesso da affrontare, ma volendo semplificare, in questo post, ecco le domande basilari a cui devi assolutamente rispondere:
    – Quali valori voglio comunicare con il nuovo brand?
    – Quale pubblico devo raggiungere?
    – Cosa rende il mio prodotto/servizio unico?
    – In che modo il mio nuovo marchio comunica con il pubblico di riferimento?

    Una volta che hai messo a fuoco quella che sarà la tua nuova Brand Identity, è il momento di iniziare con il Rebranding vero e proprio; ma prima occorre un ultimo passaggio preparatorio…

    CREA UN INVENTARIO DI TUTTE LE ATTIVITÁ DEL TUO MARCHIO
    Non è un gioco di parole, ma prima di iniziare a cambiare le cose, devi effettivamente tenere traccia di tutto quello che deve essere cambiato. A tal fine, potrebbe essere d’aiuto creare un inventario di tutti gli asset attuali del marchio che andranno aggiornati. L’elenco ti aiuterà immensamente nella prossima sezione di questo post.
    In questo inventario devi includere sia le risorse digitali interne (come logo, eBook e immagini di blog in primo piano), sia quelle esterne (come account social e qualsiasi risorsa fisica a tua disposizione – banner pubblicitari, brochure, ecc.).

    3. Aggiornare le risorse

    Nessuno, nemmeno noi, ti dirà che l’operazione di Rebranding è facile. Eseguirlo con successo richiede l’aggiornamento di un gran numero di risorse. In questo paragrafo tratteremo  con ordine le varie risorse (digitali, SEO e fisiche) che dovrai aggiornare per eseguire il tuo rebrand con il minimo sforzo. Andiamo con ordine…

    AGGIORNA TUTTI GLI ASSET DIGITALI
    Il termine “risorse digitari” comprende cose come il sito web, il nome a dominio, gli account social e quelli delle newsletter. Proviamo a fare una lista:
    Nome a dominio: è fondamentale! Se l’operazione di Rebrand che stai facendo comporta il cambio nel nome del marchio, occorre registrare un nuovo dominio.
    Website Design: questo passaggio è obbligatorio per differenziare il nuovo marchio dal vecchio. Ricorda anche di lavorare anche su testi e contenuti!
    Social Media Account: occorre aggiornare i nomi delle pagine social su tutti gli account attivi e valutare se chiuderne alcuni o aprirne altri su piattaforme diverse in base al nuovo mercato di riferimento.
    Grafiche dei Social Media: così come il sito web, occorre allieare le grafiche dei social (logo, immagini, ecc.) alla nuova Brand Identity.
    Email marketing: se utilizzi questo canale, occorre adeguare tutte le grafiche e tutti gli account, in modo da non incorrere in penalizzazioni sulla base delle norme antispam praticate dai principali gestori.
    Materiali promozionali: se esistono già e vuoi continuare ad usarli, dovrai aggiornare anche queste risrose. A titolo esemplificativo rientrano in questa categoria evnetuali file PDF scaricaribili dal sito o inviati via mail ai clienti, e-book, pop-up e landing pages promozionali.
    Indirizzi email: è necessario impostare indirizzi e-mail per il nuovo marchio e reindirizzare la vecchia posta al nuovo indirizzo corretto. Ad esempio, reindirizzare la posta da “yourname@oldbrand.com” verso  “yourname@newbrand.com”.

    NON SPRECARE LA SEO
    È probabile che avrai speso parecchie energie per ottimizzare il sito del vecchio marchio per i motori di ricerca, e sarebbe un grave errore lasciare che tutto questo impegno vada sprecato. Ecco perchè è importare prestare attenzione alla SEO durante un Rebrand. In particolare è bene concentrarsi sui seguenti punti:
    Imposta i Redirect 301: è fondamentale reindirizzare le pagine dal vecchio al nuovo sito per evitare errori 301, che non solo ti porterebbeo a perdere clienti, ma inibirebbero il lavoro dei bot portando a una penalizzazione della SEO sui motori di ricerca.
    Backlink: ovvero tutte quelle pagine in rete che contengono un link al tuo vecchio marchio. Qui purtroppo non è sufficiente un semplice Redirect 301, perchè si andrebbe a creare confusione nel pubblico rischiando di perdere potenziali clienti. Quindi, come capirai anche da solo, qui ci vorrà un po’ di pazienza e tanta buona volontà, per individuare e chiedere ai relativi “proprietari dei link” di modificarli per puntare al sito del nuovo marchio. Presumibilmente non riuscirai a trovare il 100% di questi link, ma l’obiettivo è quello di raggiungerne il più possibile!
    Elenco delle Directory: analogamente al lavoro sui Backling, occorre individuare e aggiornare tutte le directory che linkano al tuo marchio/sito (per esempio tutti quei portali che consentono di trovare online le aziende che svolgono una determinata attività, ecc.).
    – Google Search Console: si dovrà creare un nuovo accont per la Google Search Console da collegare al nuovo sito.
    – Google Analytics: stessa cosa andrà fatta per l’account di Google Analytcs, ossia creare un nuovo account per monitorare le performance del nuovo sito.
    Collegamenti interni e riferimenti: questo è un po’ un punto dolente, soprattutto se hai un blog con un archivio di articoli bello corposo. Però è importantissimo aggiornare tutti i link interni tra un articolo e l’altro e ovviamente tutti i riferimenti al vecchio marchio, per evitare di creare confusione nei lettori!

    AGGIORNA LE RISORSE “FISICHE” E LEGALI
    Questo paragrafo potrebbe non essere applicabile a tutte le attività. Se il business si muove prevalentemente online potresti avere ben poco da aggiornare, ma se svolgi anche solo una attività di marketing off-line, ecco una piccola check-list di risorse da controllare:
    Biglietti da visita: se cambi marchio, occorre aggiornare i bigliatti da visita di tutto il team.
    Altri articoli: se impieghi qualsiasi altro supporto brandizzato (carta intestata, cartelline, auto aziendali, ecc.) devi preoccuparti di sostituire il vecchio marchio con il nuovo.
    Uffici governativi e informazioni fiscali: se il Rebranding coinvolge anche il nome della tua azienda, occorre procedere ad aggiornare anche tutte le relative registrazioni agli uffici competenti (Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, ecc.) e conseguentemente i dati fiscali. Di solito è opportuno rapportarsi con un profesisonista, come un commercialista o una associazione del settore.
    Normative legali: a seconda del tipo di società e struttura, potrebbe rendersi necessaria anche una revisione dei documenti legali dell’azienda e delle certificazioni.

    4. Promozione: crea consapevolezza del tuo nuovo marchio

    Una volta aggiornate tutte le risorse digitali e non, collegate al tuo nuovo marchio, è arrivato il momento di fare il passo successivo: promuovere il nuovo marchio e farlo accettare al mercato.
    Sarà un po’ traumatico scoprirlo, ma tutto il lavoro fatto per far conoscere il vecchio marchio potrebbe andare “a farsi benedire”… se non si procede correttamente con la promozione del nuovo marchio.
    Questo potrebbe comportare un investimento economico anche importante, ma qualche attività gratuita si può comunque mettere in atto, a patto di inverstirci tempo ed energie.

    DISTRIBUISCI UN COMUNICATO STAMPA
    Il primo step è quello di redarre e distribuire un comunicato stampa. L’obiettivo deve essere quello di raggiungere il più ampio bacino di lettori/clienti, sia direttamente tramite i tuoi canali, sia sfruttamdo la SERP, nelle ricerche che possono fare gli utenti sul vecchio e sul nuovo marchio.

    SFRUTTA I SOCIAL NETWORK
    Una volta che il Rebranding è partito, un metodo efficace per comunicarlo al mondo è sfruttare i social media. La maggior parte dei social consentono di mettere dei post in evidenza, sempre fissati in alto in bacheca. Approfitta di questa possibilità per comunicare ai follower il nuovo marchio.

    INVIA UN ANNUNCIO ALLA TUA MAILINGLIST
    Approfitta della tua mailing list per annunciare l’operazione a tutti i tuoi abbonati: comunica il cambiamento e ogni altra informazione pertinente. Si potrebbe anche pensare di inviare alcune e-mail di pre-lancio, in modo che “gli affezionati” non siano colti di sorpresa dal cambiamento.

    SCRIVI UN POST SUL TUO BLOG
    Questo è un metodo semplice, ma fondamentale e necessario. Scrivi un post annunciando il cambiamento e introducendo il tuo nuovo marchio. Sarai in grado di raggiungere direttamente i follower del tuo blog. Ma questo post sul blog avrà anche un effetto secondario, quello di inserire l’annuncio di rebranding nelle SERP: i lettori/clienti confusi potranno trovare questo post tramite Google per capire cosa è successo.

    INSERISCI UN AVVISO NELL’HOME PAGE
    Aggiungere una notifica nell’Home Page è un ottimo modo per avvisare gli utenti reindirizzati, quellli che potrebbero essere confusi perché si trovano su un sito web diverso da quello a cui sono abituati. Due semplici modi per raggiungere questo obiettivo sono i pop-up lightbox o le barre di notifica, entrambi facili da implementare con WordPress.

    PUBBLICA ANNNUNCI DI REMARKETING PER IL PUBBLICO DEL TUO VECCHIO SITO
    Questo strumento non è gratuito, ma se sei disposto a spendere qualche soldino, puoi pubblicare annunci di remarketing per le persone che hanno precedentemente visitato il tuo sito web. Puoi pubblicare questi annunci su Facebook e Google, per informare le persone del cambiamento e fargli conoscere il tuo nuovo marchio.

    5. Non conta solo quello che conosci, ma chi conosci

    Ok, abbiamo ripetuto allo sfinimento che i contenuti sono importanti e devono essere di qualità… vero, anzi verissimo!
    Però le possibilità di soddisfare al meglio i nostri clienti aumentano se impariamo a collaborare, magari con fornitori di servizi complementari al nostro, per offrire un prodotto migliore e più completo.
    È quindi molto importante interagire non solo con i nostri utenti, ma anche con altri business, dando supporto, condividendo i loro contenuti interessanti anche per il nostro pubblico, creando collaborazioni e soprattutto intrattenendo buoni rapporti.
    Questo non solo potrebbe far aumentare la nostra credibilità e reputazione su web, ma anche procurarci clienti in modo indiretto.

    In conclusione, se volete guadagnare con la vostra attività online, un blog è sicuramente il modo giusto per riuscirci ed ora che vi abbiamo svelato questi 5 piccoli segreti, potete essere sicuramente dei blogger più consapevoli e produttivi per creare il business dei vostri sogni!

  • I 5 segreti del blogger consapevole

    Probabilmente avete letto da qualche parte quanto sia semplice e veloce mettere in piedi un blog e avrete visto tante attività, anche piccole, che usano questo strumento per promuovere il proprio business. Se pensate che essere un blogger sia facile e credete che basti mettere on-line contenuti interessanti per vedere i guadagni salire, con questo articolo vi sveliamo come mai non è esattamente così…

    Quello che non si vede e non vi dicono sono quei piccoli accorgimenti che possono fare di voi dei blogger consapevoli fin dalla nascita del vostro progetto.
    Per questo motivo abbiamo deciso di svelarvi in 5 punti cosa dovrete fare e cosa accade prima che il vostro blog arrivi a diventare redditizio!

    1. I Contenuti di qualità sono fondamentali, condividerli sui social vi porterà al successo

    Creare articoli interessanti e ben scritti è sicuramente il punto di partenza per attirare in modo “naturale” il vostro pubblico e creare un seguito al vostro blog, ma se non raccontate a nessuno del vostro fantastico lavoro sarà molto più difficile trovare clienti e vedere crescere il vostro business.
    Per questo è davvero molto importante condividere i contenuti sui social media, iniziare ad interagire con gruppi e community esistenti e dare la possibilità ai vostri lettori di poter condividere gli articoli che trovano interessanti in modo semplice e diretto.

    Quindi: non dimenticate di inserire i pulsanti di condivisione social su tutti i vostri post, createvi un calendario per le condivisioni sui social di contenuti vecchi e nuovi e cercate community, forum e gruppi dove interagire con gli utenti, fornire aiuto e consigli, creandovi in questo modo una reputazione ed un seguito come blogger.

    2. I costi di un blog non sono inesistenti come pensate

    Esistono sicuramente molti servizi gratuiti o low cost per creare e gestire un blog. Se la vostra idea è quella di fare i blogger a livello personale e come hobby, vanno sicuramente benissimo.
    La musica cambia però se volete fare del blog uno strumento di business e usarlo per far crescere i vostri guadagni.
    Il perché è anche abbastanza semplice da intuire: i servizi a pagamento, che siano la realizzazione grafica o l’Hosting, hanno un impatto e una resa sicuramente più professionale di quelli free, soprattutto dal punto di vista della User Experience.

    Se ho un servizio di hosting che limita il mio traffico o comunque che non è sufficientemente veloce, il lettore potenzialmente interessato ai miei contenuti potrebbe spazientirsi e chiudere la pagina prima ancora di riuscire a caricarla effettivamente.

    3. Iniziare una “mailing list” subito!

    Questo suggerimento lo avrete sicuramente già sentito altrove e ripetuto spesso, ed effettivamente è una cosa fondamentale. Anche qui il motivo è evidente: chi è interessato ai tuoi contenuti, tanto da iscriversi alla tua Newsletter, è innanzitutto un tuo sostenitore, ma (cosa più importante) molto probabilmente è anche il tuo potenziale acquirente ideale!
    Pertanto creare una mailing list è il sistema più diretto per raccogliere e far crescere i tuoi clienti!

    4. Stai andando incontro a molte delusioni, ricordalo sempre

    Tutti conoscono le storie di Michael Jordan che ha sbagliato ben 26 tiri decisivi in altrettante partite, oppure JK Rowling (l’autrice di Herry Potter) che è stata rifiutata da 12 case editrici prima trovare un contratto.
    Anche nel mondo dei blogger funziona così: è fisiologico, serve tentare e perseverare nonostante i fallimenti per poter arrivare ad avere successo – e quindi dei guadagni.
    Quindi forza! Armatevi di perseveranza e non arrendetevi al primo, al secondo, al terzo e nemmeno al quindicesimo insuccesso come blogger. Imparate da ogni tentativo e cercate di capire cosa avete sbagliato per non ripetere lo stesso errore in futuro.
    Non esistono formule magiche e sicure per far funzionare un progetto… blog compreso.

    5. Non conta solo quello che conosci, ma chi conosci

    Ok, abbiamo ripetuto allo sfinimento che i contenuti sono importanti e devono essere di qualità… vero, anzi verissimo!
    Però le possibilità di soddisfare al meglio i nostri clienti aumentano se impariamo a collaborare, magari con fornitori di servizi complementari al nostro, per offrire un prodotto migliore e più completo.
    È quindi molto importante interagire non solo con i nostri utenti, ma anche con altri business, dando supporto, condividendo i loro contenuti interessanti anche per il nostro pubblico, creando collaborazioni e soprattutto intrattenendo buoni rapporti.
    Questo non solo potrebbe far aumentare la nostra credibilità e reputazione su web, ma anche procurarci clienti in modo indiretto.

    In conclusione, se volete guadagnare con la vostra attività online, un blog è sicuramente il modo giusto per riuscirci ed ora che vi abbiamo svelato questi 5 piccoli segreti, potete essere sicuramente dei blogger più consapevoli e produttivi per creare il business dei vostri sogni!

  • Tipografia #3: pesi e stili dei FONT

    Tipografia #3: pesi e stili dei FONT

    Eccoci con un nuovo articolo della rubrica sulla Tipografia. È arrivato il momento di addentrarci nei tecnicismi di questo argomento: scopriamo quindi cosa sono pesi e stili dei vostri font preferiti, e qualche altra curiosità!

    Proseguiamo questa rubrica con un approfondimento su alcune caratteristiche che possono influenzare i font: pesi e stili, se scelti nel modo giusto possono aiutare a migliorare la leggibilità di un testo.

    Point Size o Dimensione

    Il Point Size è un valore numerico che descrive in modo relativo la dimensione dei caratteri. Per esempio, se un font è “Times New Roman 12”, il numero “12” indica il Point Size.
    In tutti gli editor di testo è possibile modificare le dimensioni dei caratteri di un font. Scegliere il Point Size corretto quando si sviluppano le pagine di un sito web, è importante per incrementarne la leggibilità.
    Esempi di Point size o Dimensione

    Weight o Peso

    Il Peso di un font si riferisce allo spessore di un testo. Un font molto sottile viene definito “leggero” (light o thin), mentre un font più cicciotto è chiamato “grassetto” (bold) oppure “ispessito/pesante” (heavy).
    L’impiego di font con diversi pesi all’interno di un testo, ad esempio per distinguere i titoli dal corpo, può aiutare a rendere il copywriting più semplice di leggere.
    Esempi di Weight o Peso

    Italic o Corsivo, Roman o Tondo e Bold o Grassetto

    Roman (o tondo) descrive un font nella sua apparenza “normale”, ovvero come è stato ideato all’origine. Normalmente è la forma idealmente più leggibile e quindi quella più impiegata per i testi principali.
    Italic (o corsivo) è un effetto inclinato che viene dato ai glifi per dare l’idea di una scrittura (appunto) corsiva. Di solito il corsivo viene utilizzato per evidenziare delle citazioni da altre fonti.
    Bold (o grassetto) identifica l’ispessimento di un font Roman. Così come il corsivo, il grassetto viene impiegato per evidenziare alcuni passaggi o parole di un testo.
    Esempi di Italic o Corsivo, Roman o Tondo, Bold o Grassetto

    Baseline o Linea di Base

    La Baseline è una linea immaginaria su cui posano le lettere del font.
    Esempio di Baseline o Linea di Base

    Capline

    Capline identifica la linea immaginaria che identifica il limite superiore delle lettere maiuscole (capital letter in inglese)
    Esempio di Capline
    Con il termine Midline si intende la linea immaginaria che determina l’altezza massima delle lettere minuscole (escludendo ascendenti e discendenti).
    Esempio di Midline o Linea Mediana
    Tutte le linee – Baseline, Capline e Midline – servono a determinare le proporzioni per le ascendenti e le discendenti dei glifi di un font.

    x-height o Altezza della x

    La x-height è (letteralmente) l’altezza della “x”. Questa misure serve per determinare se un font è alto o basso.
    Esempio di x-height o Altezza della x
    Eccoci giunti alla fine di questa “terza puntata” che speriamo vi abbia aiutato a capire pesi e stili che possono influenzare e modificare i font!

  • Tipografia #2: i Font

    Tipografia #2: i Font

    Leggibilità è il mantra di web designer e sviluppatori di siti internet. Perché un glifo non deve essere solo bello, ma anche chiaro e leggibile.
    Quindi è davvero importante conoscere cosa compone un font e quali possono essere le differenze che li distinguono.

    Come promesso, dopo il primo articolo di questa Rubrica, è arrivato il momento di proseguire l’approfondimento dell’argomento Tipografia.
    Prima di iniziare ad approfondire l’argomento “Font”, dobbiamo fare una considerazione importantissima: il 75% delle informazioni di lettura vengono acquisite tramite la visione della parte centrale delle lettere.
    Questo significa che le parti che compongono i glifi devono rispettare alcune proporzioni per non inficiare la leggibilità del nostro testo.

    Le Proporzioni

    Tutti i glifi poggiano su una Baseline (o linea base), e hanno come riferimento una Midline (o linea mediana) che viene calcolata sull’altezza della “x” minuscola (ovvero la x-height). Però non tutti i caratteri rientrano completamente tra queste due guide: esistono infatti lettere che si allungano verso l’alto o verso il basso e presentano dei bracci chiamati ascendentidiscendenti.
    Tornando alla questione della leggibilità, ci è chiaro ora perché è molto importante che la parte centrale delle lettere non sia troppo piccola rispetto alle ascendenti e alle discendenti, altrimenti il nostro testo potrebbe essere non solo sproporzionato e “brutto” ma anche troppo difficoltoso la leggere.
    Proporzioni

    Font

    Conosciuto anche come “carattere tipografico”, Font è un termine ampio che comprende lo stile, la grandezza ed il peso di un testo. Font molto conosciuti sono ad esempio “Arial” e “Times New Roman”.
    La scelta del Font influenza il modo in cui l’utente fruisce del nostro sito web. Differenti Font hanno differenti personalità, che possono produrre un effetto diverso, anche in modo molto sottile, sulla percezione del messaggio da parte del lettore.
    Esempio di Font

    Serif (o Graziato)

    Un “Serif” è una piccola appendice che è presente al termine delle linee di un carattere. I Font che presentano questa particolarità vengono appunto chiamati Serif Font (o Graziati in italiano).
    Questo tipo di font è stato tradizionalmente impiegato nel corpo del testo per le stampe di libri e giornali ed era il carattere usato nelle macchine da scrivere.
    Quindi usare un Graziato per i testi del nostro sito potrebbe essere una buona idea se vogliamo richiamare lo stile vintage di una pagina stampata.
    Serif o Graziato - Esempio: Times New Roman

    Sans-serif (o Bastoni)

    Sans-Serif è un carattere “senza Serif”, ovvero lettere che terminano in modo preciso e netto.
    La semplicità dei font Bastoni cattura l’attenzione del lettore rendendoli ideali per enfatizzare i titoli.
    Il contrasto tra i Bastoni e i Graziati è il principio fondamentale per cui utilizzarli insieme, nelle diverse parti che compongono la nostra pagina, ci aiuta a guidare l’utente nella lettura di un testo.
    Sans-serif o Bastoni - Esempio: Arial

    Script (o Calligrafici)

    Questi tipi di font simulano la scrittura a mano libera.
    Sono tornati molto di moda negli anni scorsi, con il proliferare dei blog personali, quasi “casalinghi”, perché riescono a trasmettere la sensazione di qualcosa di intimo, come erano le lettere tradizionali scritte a mano che si spedivano una volta.
    Vengono diffusamente utilizzati per i loghi ed titoli di siti dedicati al mondo femminile.
    Script o Calligrafico - Esempio: Comforter Brush

    Originali

    Si tratta di font con caratteri molto particolari, che hanno un uso ristretto se non addirittura mirato.
    Anche se molto belli e “scenografici”, risultano quasi sempre poco leggibili.
    Originali - Esempio: Zengo
    Eccoci giunti alla fine di questa “seconda puntata”, ma arriverà presto un nuovo aggiornamento di questa rubrica, perché ci sono ancora tantissime cose da scoprire ed imparare sulla Tipografia!

  • Web Design: anche il Copywriting è importante!

    Web Design: anche il Copywriting è importante!

    Web Design non significa solo grafica, stile e colori, ma anche una buona impostazione dei testi. Per questo è importante che il Copywriting sia “in sintonia” con l’impostazione visiva che diamo al nostro sito.

    Cosa si intende per Copywriting sul web

    Copywriting è l’azione di creare dei testi che inducano l’utente a compiere un’azione.
    Questo suona molto simile al concetto di “design efficace”, che è centrale anche nelle realizzazioni grafiche, così la ovvia conclusione di questo “accostamento ” è che grafica e testi devono lavorare insieme.

    Ma insieme non è sufficiente. Devono essere anche in armonia, ovvero utilizzare lo stesso “tono”.
    Ad esempio: se progettiamo una landing page divertente e dal design giocoso, anche il copywriting dovrà essere divertente e giocoso, altrimenti chi leggerà si troverà disorientato da messaggi contrastanti.
    Va da sé poi, che un utente confuso quasi certamente non diventerà un cliente/follower.

    Come fare un buon lavoro di Copywriting?

    La base per produrre un buon lavoro di “Copy” è sicuramente fare delle ricerche. E sono due i punti da cui partire:

    • I Competitor: cosa piace dei siti dei nostri concorrenti? Quale “tono” usano nei loro messaggi? Come possiamo differenziarci da loro? Occorre trovare un modo di comunicare che ci renda diversi e unici.
    • I Clienti: cosa pensano i nostri clienti/utenti? Sarebbe bello poterlo chiedere direttamente a loro, ma nella maggior parte dei casi questo non è possibile. Però possiamo documentarci attraverso i forum e le recensioni, per capire come ragionano e quali sono i loro feedback.

    Una volta completata la ricerca, possiamo sviluppare un’idea di come indirizzare il nostro copywriting.

    Attenzione però, nella stesura della prima bozza dei nostri testi, dobbiamo tenere presente due concetti molto importanti: benefici e USP.

    I benefici sono più importanti delle caratteristiche

    Le persone vogliono sapere cosa puoi fare per loro, quale problema tu o il tuo prodotto potete risolvere, e non come lo fai o come funziona quello che vuoi vendere.
    Ad esempio, se stiamo realizzando il sito web per un parrucchiere, quale di queste frasi sembra poter risolvere un problema:

    [box type=”shadow”] “4 stazioni di taglio” oppure “Niente più lunghe attese con le nostre 4 stazioni di taglio“[/box]

    Nella seconda il cliente può vedere chiaramente il beneficio (niente più attese), mentre la prima comunica solo una caratteristica del salone.
    Quindi, ricorda che i tuoi messaggi devono essere benefits-oriented, cioè “orientati al beneficio”.

    Non dimenticare la USP

    Unique Selling Propositionin italiano argomentazione esclusiva di vendita.
    Praticamente un breve headline che attiri l’attenzione, focalizzato su un “unico argomento di vendita”, dove per unico s’intende una caratteristica propria di un prodotto/servizio che non è appannaggio della concorrenza.
    Di solito questa frase è inserita in evidenza e all’inizio pagina un po’ più grande rispetto al resto del testo.

    Revisionare e correggere le bozze

    Il passo successivo, appena terminata la stesura delle bozze è: andare a dormire!
    Non stiamo scherzando… davvero!
    Prendetevi una notte di stop prima di riprendere in mano il lavoro di copywriting che avete fatto. Questa pausa serve a darvi modo di rileggere il vostro lavoro con occhio critico.

    Si perché la prima cosa da fare adesso è tagliare: eliminiamo le frasi superflue e ripetitive, accorciamo e miglioriamo l’esposizione dei concetti con frasi semplici ed evitiamo i periodi troppo arzigogolati.
    I testi di un sito web devono essere immediati e non troppo lunghi.

    Una volta tolto tutto il superfluo, la cosa più importate è trovare e correggere gli errori (o anche orrori) di ortografia.
    Rispetto ad un articolo di Blog, il Copywriting per i siti web ha molto meno margine per gli errori.

    Leggi, rilleggi e correggi!

    Se necessario chiedi ad un amico, alla fidanzata o alla zia di rileggere i tuoi testi e di cercare tutti gli errori.
    Un utente che si ritrova a leggere testi pieni zeppi di inesattezze, non avrà una buona impressione di te e difficilmente comprerà il tuo servizio o prodotto.

    Ovviamente non si diventa copywriter in un giorno, ma magari questi piccoli Tips&Tricks possono aiutarvi a non commettere errori grossolani e controproducenti.
    Perché essere dei Blogger non significa essere anche dei Copywriter! Parola di ACME!

  • Tipografia #1: piccole basi per il Webdesign

    Tipografia #1: piccole basi per il Webdesign

    Tipografia nella concezione moderna significa “la tecnica e l’attività del comporre e stampare, o anche l’insieme delle arti grafiche“. Il linguaggio verbale è rappresentato tramite le lettere, e le lettere vengono accostate e impaginate per creare composizioni e comunicare.

    La progettazione di un elemento abbastanza complesso come la redazione di un testo, non coinvolge solo il lato puramente compositivo e stilistico dello “scrivere“, ma anche quello estetico/funzionale di fruizione di uno scritto e comunicativo nella chiarezza del messaggio.
    Questa nuova Rubrica vuole essere un piccolo vademecum in pillole, sui termini tipografici più importanti e più utilizzati, o comunque “quelli da sapere“… per riuscire a capire come scegliere un font, cosa lo compone e come poterlo gestire al meglio per fare un Copywriting non solo ottimizzato dal punto di vista dei contenuti, ma anche della tipografia!

    Glifo

    Il Glifo è la più piccola particella che compone un font e può avere qualunque significato. Glifi possono essere le lettere, i numeri, la punteggiatura e qualsiasi altro carattere.
    Se dobbiamo scegliere un font per un sito web o qualsiasi altra produzione, è importante valutare se questo dovrà essere prodotto in diverse lingue. Questo perché occorre controllare che il carattere tipografico scelto includa tutti i glifi necessari (caratteri speciali, accenti particolari, ecc).
    Esempi di Glifo

    Kerning o Crenatura

    Il Kerning o Crenatura indica la riduzione dello spazio in eccesso fra coppie specifiche di caratteri, con lo scopo di diminuire gli spazi bianchi antiestetici e dare un aspetto più omogeneo al testo e varia in funzione delle diverse parti che compongono il carattere.
    Il Kerning è particolarmente importante nel Web Design perché può sottilmente influenzare il modo in cui le persone percepiscono un testo. Se non viene usato il Kerning, le lettere di un testo potrebbero apparire o troppo appiccicate o troppo distanti, quindi, quando dobbiamo scegliere un font sarebbe meglio provare a scrivere un piccolo paragrafo per verificarne la leggibilità.
    Esempi di Kerning o Crenatura

    Tracking o Spaziatura

    Il Tracking o Spaziatura è l’aggiustamento complessivo dello spazio tra le lettere di un testo.
    Si differenzia dal Kerning in quanto si tratta di una regolazione uniforme della spaziatura dei caratteri, piuttosto che una rettifica delle distanze tra i singoli caratteri.
    Per esempio è utilizzato per allargare o comprimere un testo perché possa occupare uniformemente lo spazio di un pulsante.
    Esempio di Tracking o Avvicinamento
    Se volete approfondire l’argomento Kerning/Traking potete trovare maggiori informazioni in questa piccola guida.

    Leading o Interlinea

    Il Leading o Interlinea, è lo spazio verticale che separa due righe di testo.
    La corretta distanza dell’interlinea aiuta gli occhi del lettore a leggere in modo scorrevole, aumentandone la leggibilità. Altrimenti, un’interlinea sproporzionata potrebbe dare l’effetto di un testo sgraziato se le righe saranno troppo vicine, oppure incoerente e difficile da seguire se troppo lontane.
    Esempio di Leading o Interlinea
    Speriamo che questo primo articolo possa aver chiarito qualche dubbio e approfondito certe definizioni.
    Il mondo della Tipografia è non solo estremamente vasto, ma anche molto interessante, dato che ha radici lontane nel tempo… quindi aspettatevi presto nuovi approfondimenti si questo affascinante argomento!