Author: Daiana Protti

  • SEO in pillole #3: attenti alle penalità di Google

    SEO in pillole #3: attenti alle penalità di Google

    Molti hanno la convinzione che le multinazionali sono il demonio e sarebbero disposti a qualunque cosa pur di “essere contro”. Ma è un dato di fatto che oramai la globalizzazione e internet stanno velocemente cambiando il mondo e la nostra quotidianità.

    Quindi, sappiate che questo modo di pensare potrebbe danneggiare tutto il vostro lavoro SEO. Già perchè se vi preme raggiungere un buon Page Rank su Google, dovete rispettare le regole che la multinazionale in questione (sul suo motore di ricerca) ha stabilito. Altrimenti il rischio è quello di incorrere nelle penalità di Google che non solo potrebbero farvi perdere visibilità, ma addirittura farvi bannare.

    Come abbiamo già spiegato in un precedente articolo, i motori di ricerca impiegano degli algoritmi per stabilire l’attendibilità e la reputazione di un sito web, ed assegnarne il posizionamento nei risultati.
    Migliore sarà la qualità dei link presenti nel nostro sito, migliore sarà anche la nostra reputazione agli occhi di Google. Allo stesso modo se i nostri link saranno scadenti, come quelli acquistati massivamente o peggio ancora se rimandano a siti già segnalati oppure già bannati da Google per comportamenti scorretti, verremo a nostra volta penalizzati.

    Anche i contenuti sono importanti e Google ha studiato degli algoritmi che riescono a capire se li abbiamo duplicati (oppure copiati da altri siti web) magari rimaneggiandoli malamente, riempiendoli di parole chiave che ne rendono la lettura poco fruibile.

    L’obiettivo che TUTTI i motori di ricerca stanno cercando di raggiungere negli ultimi tempi, è quello di riuscire a fornire risultati pertinenti e di qualità all’utente che effettua una ricerca.

    Fortunatamente “mamma Google” ci tiene ad avere contenuti buoni, accessibili e fruibili dai suoi utenti. Per questo ha creato e messo a disposizione di tutti la Google Search Console che ci consente non solo di capire come veniamo trovati e quali sono i nostri contenuti più ricercati, ma anche chi sono i siti che linkano alle nostre pagine, la qualità dei nostri link in uscita, se siamo visualizzati in modo ottimizzato anche da mobile e sopratutto ci dice come veniamo “letti” dagli algoritmi, segnalandoci eventuali problemi presenti nelle nostre pagine, così da correggere i nostri errori e prevenire le penalità di Google.

    Proviamo a fare una piccola check-list dei comportamenti da evitare per non farci penalizzare e perdere posizioni:

    [learn_more caption=”Evitiamo le penalità di Google”] Ricorda che il nostro sito per essere trovato ha bisogno dei motori ricerca, quindi rispetta le regole fin da subito per evitare di incorrere in penalità[/learn_more]
    [learn_more caption=”Siamo noi responsabili per il nostro sito”] Un motore di ricerca non toglierà una penalità solo perché non sapevamo che stavamo commettendo un’infrazione, quindi cerchiamo di stare attenti e fare scelte assennate[/learn_more]
    [learn_more caption=”Configuriamo e usiamo la Search Console”] Esiste, ci aiuta e funziona! Quindi perché non usarla anche per evitare le penalità di Google?[/learn_more]
    [learn_more caption=”Bassa qualità equivale ad alto rischio”] L’abbiamo già detto e non smetteremo mai di ripeterlo: link di bassa qualità, aumentano il rischio di essere penalizzati. Quindi: NON ACQUISTIAMO LINK a pagamento e non partecipiamo a campagne massive per lo scambio dei link. Se un algoritmo identifica il sito padre, in pochi secondi troverà anche tutti i suoi discepoli.[/learn_more]
    [learn_more caption=”Impostiamo i filtri anti-spam”] Se scopriamo un sito appartenente ad una link farm che ha un collegamento al nostro sito, dobbiamo inserire un filtro antispam per bloccarlo e segnalarlo a Google [/learn_more]
    [learn_more caption=”Controlliamo le Query”] Accertatevi che il vostro sito non faccia uso di query automatiche che sfruttano le api di Google e che contravvengono alla politica aziendale. [/learn_more]
    [learn_more caption=”Non duplichiamo i contenuti”] Evitiamo di creare pagine che riportano sempre lo stesso contenuto, modificando solo la parola chiave: Google se ne accorge![/learn_more]
    [learn_more caption=”Non esagerare con gli annunci”] Se le nostre pagine contengono pochissimo testo originale e sono piene zeppe di annunci, siamo a rischio di penalità[/learn_more]
    [learn_more caption=”Non sbeffeggiate la SEO”] Ebbene si, è successo: siti che affermavamo che la SEO era una “stronzata” sono incappati nelle penalità da Google perché diffamanti[/learn_more]

    In conclusione, il modo migliore per fare SEO è creare contenuti di qualità e interessanti, con link genuini che ci creino una reputazione solida.
    Evitiamo le scorciatoie ed armiamoci di un po’ di pazienza, perché alla fine il nostro duro lavoro e la costanza verranno premiati!

  • Nuovi domini, nuove opportunità

    È già da qualche anno che stanno diventando disponibili nuove estensioni a dominio, oltre ai classici “.com”, “.net”, “.it”.
    Ma perché puntare su un dominio di nuova generazione?

    Diversi provider, italiani e stranieri, da un po’ di tempo ormai, danno la possibilità di registrare nuove estensioni a dominio, in grado di far comprendere all’utente fin dalla prima occhiata chi sei e cosa fai.

    Ci riferiamo per esempio ai nuovi domini “.cafe“, “.restaurant” o”.pizza“, ma anche “.tecnology“, “.casa“, “.company“, e perchè no, “.luxury“.
    Estensioni che associate al nostro brand possono far capire immediatamente quale sia il prodotto/servizio che forniamo o a quale tipologia di cliente ci rivolgiamo.
    Inoltre potrebbero risultare anche più semplici da ricordare e ritrovare nelle ricerche on-line, aiutando non poco la creazione di una solida Brand Reputation.

    Il nome del dominio è importante anche per la SEO.
    Se questo rispecchia l’attività aziendale, sarà più semplice per i motori di ricerca indicizzare il nostro sito e fornirlo come risultato pertinente nelle ricerche degli utenti.

    Sebbene molti siano ancora scettici sull’utilizzo delle nuove estensioni di dominio, di fatto la possibilità di identificare l’attività già dal nome del sito web è certamente un vantaggio, e non solo per la Brand Reputation.
    Questo infatti ci permette anche di ottenere visite da utenti qualitativamente già selezionati: è corretto presumere che chi entra nel mio sito “.wedding” stia organizzando un matrimonio!

    L’obiettivo di queste nuove estensioni è, quindi, da ricercare in un rilancio delle attività produttive e di servizi in tutti i settori, attraverso un potente mezzo di comunicazione, il web, oggi sempre più diffuso, fruibile da diversi device, in ogni momento e in qualsiasi luogo.

    Il costo di questi nuovi domini supera di qualche decina di euro quelli tradizionali, ma potenzialmente potrebbero portare ad un vantaggio ben più consistente in termini di visibilità.

    Quindi se stai pensando di lanciare una nuova linea di prodotti, oppure di aggiornare il sito web aziendale, rifletti bene sulla scelta del nome a dominio per un lancio o un rilancio veramente efficace!
    Vuoi informazioni più dettagliate? Non sei a tuo agio nello “sguazzare” tra provider e maintainer? Il Team di Acme è a tua completa disposizione per una consulenza in merito, contattaci e sapremo aiutarti!

     

  • WordPress: 5 plugin indispensabili

    Questo è un articolo per “addetti ai lavori”: perchè è importante sapere quali sono i plugin indispensabili!
    WordPress deve il proprio successo ai Temi e ai Plugins. Grazie a queste due estensioni è possibile ampliare e modificare completamente il funzionamento del CMS da semplice Blog a qualcosa di differente: un e-shop, una landing page, un sito di prenotazioni.

    Davvero non ci sono limiti a quello che è possibile realizzare con WordPress.
    E tra questa infinità di estensioni, abbiamo scelto di identificare i 5 plugin indispensabili, quelli che devono essere obbligatoriamente installati in ogni sito WordPress, a prescindere da quello che dobbiamo realizzare.
    Cominciamo!

    Jetpack

    Dietro a JetPack ci sono quelli di Automattic: i creatori di WordPress.
    JetPack non è un semplice plugin, ma una suite di strumenti – in gran parte gratuiti – che aggiungono funzionalità al nostro sito self-hosted, tipicamente disponibili per i soli utenti wordpress.com.

    I tools si suddividono in 4 categorie:

    • Engagement: strumenti per la SEO, la creazione di Sitemap, la distribuzione e pubblicazione di contenuti attraverso i social e il network di WordPress.
    • Security: prevenzione da attacchi di forza bruta, monitoraggio del sito, filtri antispam.
    • Appearance: gallerie con effetto mosaico, CDN per le immagini, carousel a piena pagina, scorrimento infinito.
    • Writing: aggiunta di shortcode per l’embedding di media da servizi esterni (come youtube e vimeo), un semplice creatore di Form, pubblicazione tramite email.

    Queste sono solo alcune delle features di questo plugin, tra le quali segnaliamo principalmente:

    Collegamento a WordPress.com: possiamo utilizzare un unico account su wordpress.com per autenticarci nei nostri siti e gestirli da un’unica piattaforma.
    Statistiche sito: un sistema di statistiche sui visitatori, semplice e di facile consultazione.
    Monitor: il tuo sito viene monitorato costantemente. Riceverai una notifica immediata se il tuo sito va giù!
    Protezione: il tuo sito viene protetto da tentativi di accesso e attacchi brute force.
    Gallerie Affiancate: le immagini delle tue gallerie verranno disposte in un piacevole mosaico.
    Photon: WordPress si occuperà del caching delle tue immagini velocizzando il tuo sito e riducendo il consumo di banda.

    Per scaricare JatPack: https://jetpack.com/

    Cookie Law Info

    Tutti i siti web devono adeguarsi alla normariva euopea in materia di Cookies. Cookie Law Info offre una soluzione rapida e di semplice configurazione.
    Nella sua semplicità però il plugin mette a disposizione molte funzioni per personalizzare al meglio il messaggio di informazione e, grazie a una buona scrittura del codice, ci consente la massima personalizzazione grafica tramite CSS.
    Per una rapida implementazione della normativa, Acme consiglia vivamente questo plugin.

    Per scaricare Cookie Law Info: https://wordpress.org/plugins/cookie-law-info/

    Simple 301 Redirects

    Chi si occupa di SEO conosce bene l’importanza dei reindirizzamenti 301. Questo tipo di reindirizzamenti informano il motore di ricerca che una pagina è stata ‘spostata’ a un nuovo indirizzo.
    Nella vita di un sito web può capitare infatti che i contenuti possano modificare il proprio URL: a volte la cosa capita per delle migrazioni, altre volte per cambiamenti, altre volte per errori di vario genere.
    Fatto sta che talvolta si rende necessario reindirizzare i nostri visitatori, e soprattutto dire a Google che la pagina che aveva indicizzato non è scomparsa nel nulla, ma ha solamente cambiato indirizzo.
    Tra i numerosi plugin che si occupano di questa funzione, segnaliamo Simple 301 Redirects di Scott Nellé, per la semplicità e per l’estrema intuitività del suo plugin.

    Per scaricare Simple 301 Redirects: https://wordpress.org/plugins/simple-301-redirects/

    Automatic Domain Changer

    Ci sono varie scuole di pensiero relativamente alla creazione di un sito: c’è chi sviluppa in locale, chi in una soluzione emulata con Vagrant e chi ancora sviluppa su server di prova. Per tutte queste situazioni, prima o poi arriva il momento di andare online e di assegnare al nostro sito WordPress il suo nome a dominio.
    È per i fai-da-te e per chi è alle prime armi con WordPress che scatta il momento di panico, con soluzioni raffazzonate che spesso si traducono in una sfilza di errori 404 e penalizzazioni pesanti da parte di Google.
    Automatic Domain Changer fa la magia: ci chiede quale dominio vogliamo assegnare al nostro sito e in pochi secondi aggiorna tutti i record con in nuovi dati.
    Tra le altre cose questo plugin offre anche la possibilità di fare un DUMP in pochi secondi dell’intero database del sito, trasformandosi in un rapido e comodo strumento di backup.

    Per scaricare Automatic Domain Changer: https://wordpress.org/plugins/automatic-domain-changer/

     

    Query Monitor

    Query Monitor è in assoluto il plugin per WordPress più utile e prezioso per ogni sviluppatore. Sviluppato da John Blackbourn, un personaggio molto attivo nella community anche italiana di WordPress, Query Monitor letteralmente “solleva il cofano motore”, facendoci accedere a tutte le informazioni relative al nostro sito:

    • Numero, chiamate e tempi delle Query lanciate per ogni pagina;
    • Segnalazione di Query lente;
    • Segnalazioni di avvisi di PHP;
    • URL di chiamata (non tradotto dal rewrite del server);
    • Hook presenti nella pagina;
    • Scripts e Stili richiamati dalla pagina;
    • Elenco di alcune variabili locali (tipo di contenuti, template file utilizzati nella pagina)

    Un plugin indispensabile non solo per il debug e la soluzione di problemi, ma per chiunque voglia migliorare le prestazioni del proprio sito e implementare funzioni di qualità.

    Per scaricare Query Monitor: https://wordpress.org/plugins/query-monitor/

    Riassumendo, i 5 plugin indispensabili per WordPress sono quelli che sono presenti in ogni installazione: sono pratici, pesano poco e ci aiutano a realizzare siti migliori.

  • Prova vari layout

    titolo h1

    Questo è un testo normale. Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt.

    titolo h2

    Questo è quote, testo per citazioni

    Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt.

    [learn_more caption=”Questo è un Toggle, da usare come elenco puntato con note”] Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt.[/learn_more]

    In realtà con il tag H3 inseriremo una breve frase introduttiva ai nostri articoli di Blog. Pertanto gli toglierei il “capitalize” e aggiunsterei il peso
    font-weigth: 500;
    e metterei a posto dimensione e altezza interlinea. Un esempio live lo trovi qui

    [box type=”info”] Questo è un box per informazioni a cui stare particolarmente attenti
    Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt.[/box]
    [box type=”info”] Questo è un box per informazioni a cui stare particolarmente attenti
    Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt.[/box]

    [box type=”warning”] Questo è un box per cose sconsigliate, errori o cose da non fare
    Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt.[/box]
    [box type=”warning”] Questo è un box per cose sconsigliate, errori o cose da non fare
    Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt.[/box]

    [box type=”download”] Questo è un box per cose corrette, consigli e cose utili
    Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt.[/box]
    [box type=”download”] Questo è un box per cose corrette, consigli e cose utili
    Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt.[/box]

    [box type=”bio”] Questo è un box per enfatizzare consigli e cose importanti
    Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt.[/box]
    [box type=”bio”] Questo è un box per enfatizzare consigli e cose importanti
    Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt.[/box]

    [box] Questo è un box e basta ^_^
    Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt.[/box]
    [box] Questo è un box e basta ^_^
    Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt.[/box]

     

    Questo è un testo in grassetto: Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt.

    Questo è un testo corsivo: Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt

    • numero 1
    • numero 2
    • numero 3
    1. primo punto
    2. secondo punto
    3. terzo punto
  • Tipografia #2: i Font

    Tipografia #2: i Font

    Leggibilità è il mantra di web designer e sviluppatori di siti internet. Perché un glifo non deve essere solo bello, ma anche chiaro e leggibile.
    Quindi è davvero importante conoscere cosa compone un font e quali possono essere le differenze che li distinguono.

    Come promesso, dopo il primo articolo di questa Rubrica, è arrivato il momento di proseguire l’approfondimento dell’argomento Tipografia.
    Prima di iniziare ad approfondire l’argomento “Font”, dobbiamo fare una considerazione importantissima: il 75% delle informazioni di lettura vengono acquisite tramite la visione della parte centrale delle lettere.
    Questo significa che le parti che compongono i glifi devono rispettare alcune proporzioni per non inficiare la leggibilità del nostro testo.

    Le Proporzioni

    Tutti i glifi poggiano su una Baseline (o linea base), e hanno come riferimento una Midline (o linea mediana) che viene calcolata sull’altezza della “x” minuscola (ovvero la x-height). Però non tutti i caratteri rientrano completamente tra queste due guide: esistono infatti lettere che si allungano verso l’alto o verso il basso e presentano dei bracci chiamati ascendentidiscendenti.
    Tornando alla questione della leggibilità, ci è chiaro ora perché è molto importante che la parte centrale delle lettere non sia troppo piccola rispetto alle ascendenti e alle discendenti, altrimenti il nostro testo potrebbe essere non solo sproporzionato e “brutto” ma anche troppo difficoltoso la leggere.
    Proporzioni

    Font

    Conosciuto anche come “carattere tipografico”, Font è un termine ampio che comprende lo stile, la grandezza ed il peso di un testo. Font molto conosciuti sono ad esempio “Arial” e “Times New Roman”.
    La scelta del Font influenza il modo in cui l’utente fruisce del nostro sito web. Differenti Font hanno differenti personalità, che possono produrre un effetto diverso, anche in modo molto sottile, sulla percezione del messaggio da parte del lettore.
    Esempio di Font

    Serif (o Graziato)

    Un “Serif” è una piccola appendice che è presente al termine delle linee di un carattere. I Font che presentano questa particolarità vengono appunto chiamati Serif Font (o Graziati in italiano).
    Questo tipo di font è stato tradizionalmente impiegato nel corpo del testo per le stampe di libri e giornali ed era il carattere usato nelle macchine da scrivere.
    Quindi usare un Graziato per i testi del nostro sito potrebbe essere una buona idea se vogliamo richiamare lo stile vintage di una pagina stampata.
    Serif o Graziato - Esempio: Times New Roman

    Sans-serif (o Bastoni)

    Sans-Serif è un carattere “senza Serif”, ovvero lettere che terminano in modo preciso e netto.
    La semplicità dei font Bastoni cattura l’attenzione del lettore rendendoli ideali per enfatizzare i titoli.
    Il contrasto tra i Bastoni e i Graziati è il principio fondamentale per cui utilizzarli insieme, nelle diverse parti che compongono la nostra pagina, ci aiuta a guidare l’utente nella lettura di un testo.
    Sans-serif o Bastoni - Esempio: Arial

    Script (o Calligrafici)

    Questi tipi di font simulano la scrittura a mano libera.
    Sono tornati molto di moda negli anni scorsi, con il proliferare dei blog personali, quasi “casalinghi”, perché riescono a trasmettere la sensazione di qualcosa di intimo, come erano le lettere tradizionali scritte a mano che si spedivano una volta.
    Vengono diffusamente utilizzati per i loghi ed titoli di siti dedicati al mondo femminile.
    Script o Calligrafico - Esempio: Comforter Brush

    Originali

    Si tratta di font con caratteri molto particolari, che hanno un uso ristretto se non addirittura mirato.
    Anche se molto belli e “scenografici”, risultano quasi sempre poco leggibili.
    Originali - Esempio: Zengo
    Eccoci giunti alla fine di questa “seconda puntata”, ma arriverà presto un nuovo aggiornamento di questa rubrica, perché ci sono ancora tantissime cose da scoprire ed imparare sulla Tipografia!

  • Marketing: gli Influencers

    Brand e rivenditori ormai si rivolgono agli Influencers per promuovere i loro prodotti, e proprio questi personaggi sono diventati i principali canali di marketing.

    Che si tratti di IT-Girl come Kim KardashianOlivia Palermo, oppure di blogger come ClioMakeUpChiara Ferragni (per citarne qualcuna nostrana!), è ormai noto che questi personaggi hanno il potere di influenzare una grande quantità di pubblico a colpi di tweet, post, video e foto condivise sui principali social network. E sfruttare questa capacità/opportunità è diventata un potentissimo strumento di marketing.

    Le statistiche ci dicono che il 92% dei consumatori credono più al giudizio degli Influencers che alle pubblicità, oltre al fatto che il 47% degli utenti internet ha attivato degli Adblock (strumenti che permettono di bloccare la visualizzazione delle pubblicità on-line), rendendo di fatto meno efficaci i banner di annunci.

    Viene considerato Influencer un utente con migliaia di followers su diverse piattaforme social e ogni volta che condivide un articolo di blog o una foto riceve migliaia di visualizzazioni, condizionando così le scelte e le abitudini dei sui fan, che si fidano delle opinioni del loro beniamino. È quindi chiaro che un Influencer è in grado di decidere cosa sia di tendenza e cosa invece no.
    Negli ultimi anni la distanza tra brand e influencers si è molto assottigliata diventando sempre meno chiara, infatti tantissimi Influencers hanno lanciato una propria linea di prodotti in collaborazione con i brand, che in questo modo trasforma l’influencer in testimonial, guadagnando credibilità agli occhi dei consumatori.

    È quindi spontaneamente nato quello che oggi viene definito “influencers marketing”, ovvero il marketing di un prodotto che viene fatto identificando una persona in grado di direzionare le scelte d’acquisto dei consumatori/follower della sua particolare nicchia di competenza (fashion, make-up, tecnologia, food, ecc.).

    Esistono sei tipi di Influencers:

    • gli attivisti: persone che si impegnano nei confronti delle propria comunità, movimenti politici e associazioni no profit
    • i connessi: influencers che hanno molti seguaci sui social network
    • influencers d’impatto: veri e propri personaggi che beneficiano della fiducia degli altri
    • le celebritàartisti con migliaia di seguaci
    • le menti attive: utenti con interessi multipli
    • i trendsetter: coloro che per primi tendono ad entrare o ad abbandonare un mercato

    Di fatto però la popolarità di un Influncer è strettamente legata alla sua credibilità: infatti tanto ci è facile diventare seguaci di un personaggio se ci è simpatico e lo reputiamo sincero e affidabile nelle sue opinioni, altrettanto semplice è smettere di seguirlo se ci viene il sospetto che sia troppo “ruffiano” nei confronti dei brand, a scapito della qualità dei prodotti che vuole farci acquistare/provare.
    Quindi potremmo affermare che l’ago della bilancia per questo tipo di marketing si è spostato dal rapporto brand/testimonial, al rapporto influencer/consumatore e questo dovrebbe portare maggiori benefici proprio ai produttori, dato che possono avere un rapporto quasi diretto con il proprio pubblico, attraverso gli Influencers.
    C’è da dire che però la rilevanza di un Influncer per un brand non sta solo nel numero di follower, ma soprattutto nella sua autenticità e da quanto è genuina la sua reputazione all’interno della sua nicchia: milioni di follower interessati al gossip sul personaggio in questione potrebbero valere meno delle poche migliaia di seguaci di un Influencer accreditato nel suo segmento di competenza/mercato.

    Quindi se volete provare questo tipo di marketing, non vi resta che identificare gli Influencers di punta nel vostro settore, contattarli educatamente, fornire un campionario da provare o magari invitarli ad un evento dedicato.

  • Web Design: anche il Copywriting è importante!

    Web Design: anche il Copywriting è importante!

    Web Design non significa solo grafica, stile e colori, ma anche una buona impostazione dei testi. Per questo è importante che il Copywriting sia “in sintonia” con l’impostazione visiva che diamo al nostro sito.

    Cosa si intende per Copywriting sul web

    Copywriting è l’azione di creare dei testi che inducano l’utente a compiere un’azione.
    Questo suona molto simile al concetto di “design efficace”, che è centrale anche nelle realizzazioni grafiche, così la ovvia conclusione di questo “accostamento ” è che grafica e testi devono lavorare insieme.

    Ma insieme non è sufficiente. Devono essere anche in armonia, ovvero utilizzare lo stesso “tono”.
    Ad esempio: se progettiamo una landing page divertente e dal design giocoso, anche il copywriting dovrà essere divertente e giocoso, altrimenti chi leggerà si troverà disorientato da messaggi contrastanti.
    Va da sé poi, che un utente confuso quasi certamente non diventerà un cliente/follower.

    Come fare un buon lavoro di Copywriting?

    La base per produrre un buon lavoro di “Copy” è sicuramente fare delle ricerche. E sono due i punti da cui partire:

    • I Competitor: cosa piace dei siti dei nostri concorrenti? Quale “tono” usano nei loro messaggi? Come possiamo differenziarci da loro? Occorre trovare un modo di comunicare che ci renda diversi e unici.
    • I Clienti: cosa pensano i nostri clienti/utenti? Sarebbe bello poterlo chiedere direttamente a loro, ma nella maggior parte dei casi questo non è possibile. Però possiamo documentarci attraverso i forum e le recensioni, per capire come ragionano e quali sono i loro feedback.

    Una volta completata la ricerca, possiamo sviluppare un’idea di come indirizzare il nostro copywriting.

    Attenzione però, nella stesura della prima bozza dei nostri testi, dobbiamo tenere presente due concetti molto importanti: benefici e USP.

    I benefici sono più importanti delle caratteristiche

    Le persone vogliono sapere cosa puoi fare per loro, quale problema tu o il tuo prodotto potete risolvere, e non come lo fai o come funziona quello che vuoi vendere.
    Ad esempio, se stiamo realizzando il sito web per un parrucchiere, quale di queste frasi sembra poter risolvere un problema:

    [box type=”shadow”] “4 stazioni di taglio” oppure “Niente più lunghe attese con le nostre 4 stazioni di taglio“[/box]

    Nella seconda il cliente può vedere chiaramente il beneficio (niente più attese), mentre la prima comunica solo una caratteristica del salone.
    Quindi, ricorda che i tuoi messaggi devono essere benefits-oriented, cioè “orientati al beneficio”.

    Non dimenticare la USP

    Unique Selling Propositionin italiano argomentazione esclusiva di vendita.
    Praticamente un breve headline che attiri l’attenzione, focalizzato su un “unico argomento di vendita”, dove per unico s’intende una caratteristica propria di un prodotto/servizio che non è appannaggio della concorrenza.
    Di solito questa frase è inserita in evidenza e all’inizio pagina un po’ più grande rispetto al resto del testo.

    Revisionare e correggere le bozze

    Il passo successivo, appena terminata la stesura delle bozze è: andare a dormire!
    Non stiamo scherzando… davvero!
    Prendetevi una notte di stop prima di riprendere in mano il lavoro di copywriting che avete fatto. Questa pausa serve a darvi modo di rileggere il vostro lavoro con occhio critico.

    Si perché la prima cosa da fare adesso è tagliare: eliminiamo le frasi superflue e ripetitive, accorciamo e miglioriamo l’esposizione dei concetti con frasi semplici ed evitiamo i periodi troppo arzigogolati.
    I testi di un sito web devono essere immediati e non troppo lunghi.

    Una volta tolto tutto il superfluo, la cosa più importate è trovare e correggere gli errori (o anche orrori) di ortografia.
    Rispetto ad un articolo di Blog, il Copywriting per i siti web ha molto meno margine per gli errori.

    Leggi, rilleggi e correggi!

    Se necessario chiedi ad un amico, alla fidanzata o alla zia di rileggere i tuoi testi e di cercare tutti gli errori.
    Un utente che si ritrova a leggere testi pieni zeppi di inesattezze, non avrà una buona impressione di te e difficilmente comprerà il tuo servizio o prodotto.

    Ovviamente non si diventa copywriter in un giorno, ma magari questi piccoli Tips&Tricks possono aiutarvi a non commettere errori grossolani e controproducenti.
    Perché essere dei Blogger non significa essere anche dei Copywriter! Parola di ACME!

  • Landing Page efficaci

    landing page efficaci

    Lo so… ve lo state chiedendo da un po’: ma che cos’è una Landing Page?
    E soprattutto, perchè tutti parlano di Landing Page efficaci?

    Proviamo a dare una definizione “definitiva”?

    Se vogliamo tradurre letteralmente, Landing Page significa “pagina di atterraggio“.
    Quindi, potremmo dire che si tratta di pagine con una costruzione specifica che hanno lo scopo di portare l’utente che ci “atterra” (in genere dopo aver cliccato su un link o una pubblicità) a compiere un’azione prestabilita. Vengono diffusamente utilizzate per chiedere di sottoscrivere una newsletter, compilare un form di contatto, acquistare un prodotto, e chi più ne ha più ne metta.

    Qualcuno fa una distinzione tra Landing Page e Squeeze Page(*), ma è una sottigliezza per addetti ai lavori che spesso porta solo a fare confusione, distogliendo l’attenzione dall’obiettivo per cui ci servono delle Landing Page efficaci.

    Gli elementi necessari per delle Landing Page efficaci

    Proviamo ad affrontare ora la struttura “ottimale” che compone una landing page, individuando gli elementi da inserire, ma anche quelli da ottimizzare.

    1 – TITOLO, URL E META DESCRIPTION: OTTIMIZZIAMOLE SEO!

    Primissima operazione (e forse anche la più delicata) è identificare le parole chiave che vogliamo usare per farci trovare sui motori di ricerca. Quindi ottimizziamo con la SEO il titolo, l’URL e la meta description per aggiudicarci un buon posizionamento nelle ricerche organiche effettuate dagli utenti a cui ci rivolgiamo.

    2 – L’HEADLINE: USIAMO TITOLI EFFICACI

    Il titolo è il punto focale di una landing page, in media viene letto 5 volte di più rispetto al resto del testo, per questo deve attirare l’attenzione e invogliare l’utente a continuare la lettura.
    Se ipoteticamente abbiamo a disposizione un budget di 1$ per promuovere una campagna, il titolo rappresenta l’80% del nostro investimento.

    “Una volta scritta la headline, avrete speso 80 centesimi del dollaro di cui disponete. Se non riuscite a fare un’efficace azione di vendita già dall’headline, avrete buttato dalla finestra l’80% del budget”.

    David Ogilvy

    Per creare una Headline in grado di catturare l’attenzione è necessario porsi queste domande:

    • a cosa serve il mio prodotto o servizio?
    • quale vantaggio apporta al mio cliente?
    • qual è la domanda che il mio cliente si pone di cui il mio prodotto è la risposta?

    Quando sarai riuscito a rispondere a queste domande (sembra semplice ma non lo è!), dovrai elaborare il titolo in modo conciso e secondo una di queste forme:

    • come slogan;
    • come una domanda (ad esempio: Vuoi scoprire come creare una landing page efficace?)
    • come una (finta) citazione (ad esempio: Svelati i segreti per creare landing page che funzionano)
    3 – SOTTOTITOLO: PAROLA D’ORDINE SINTETIZZARE

    Se abbiamo fatto un buon lavoro con la nostra Headline, il lettore proseguirà passando al sottotitolo. È importantissimo che sia chiara fin da subito la nostra offerta: quindi il sottotitolo dovrà spiegarla in modo semplice e soprattutto sintetico, spingendo l’utente a convertire.

    4 – CALL-TO-ACTION E/O CONTACT FORM: SCEGLIAMOLI CON ATTENZIONE

    La Call-to-Action è l’invito a compiere un’azione, di solito tramite un bottone che l’utente deve cliccare, mentre il Contact Form è il modulo per la raccolta di dati.
    Normalmente il primo viene impiegato per fornire demo gratuite di un servizio, magari per un periodo limitato.
    Il secondo invece serve per l’effettiva raccolta dei dati, e può variare in base alle nostre necessità: per inviare l’estratto del nostro e-book mi bastano nome, cognome e indirizzo e-mail; se devo fornire una consulenza, potrebbero servirmi anche l’indirizzo (per individuare il commerciale di zona) ed il numero di telefono.
    Non esagerare chiedendo più di quello di cui hai effettivamente bisogno, statisticamente più informazioni chiedi, meno la tua landing page converte.
    L’importante è riuscire a raccogliere tutti gli elementi che ci servono per fornire correttamente il servizio/prodotto.

    5 – ELENCHI PUNTATI: USIAMOLI CON MODERAZIONE

    Un buon Copywriting è importante, ma i “bullet point” sono ottimo strumento per focalizzare l’attenzione e sintetizzare concetti, così possiamo scegliere di impiegarli al posto di un eventuale breve testo, ma a patto di non farci prendere troppo la mano! Manteniamoli tra i 3 e i 7, puntiamo sulle caratteristiche ma soprattutto sui benefici che possiamo dare ai nostri clienti.

    6 – TESTIMONIAL E TRUST BUILDING: MIGLIORIAMO LA NOSTRA REPUTAZIONE

    I Testimonials sono coloro che hanno provato il tuo prodotto o servizio e ne danno una testimonianza, mentre i Trust Building sono elementi che danno credibilità a un prodotto, un servizio o un consulente come i loghi dei brand con cui si ha collaborato.

    Fate attenzione a chi inserite, perché per funzionare e rendere le Landing Page efficaci, Testimonials eTrust Buildings devono avere queste caratteristiche:

    • devono essere percepiti come credibili: l’utilizzo di video testimonials, di foto, di link a siti o profili Facebook avvalora l’attendibilità del tuo testimonial, così come brand famosi e riconoscibili aumentano la tua credibilità;
    • devono essere in target con il tuo cliente: se il tuo cliente lavora nel web marketing, i testimonial dovranno appartenere al settore.
    7 – IMMAGINI: FONDAMENTALE CHE SIANO COERENTI

    Le Landing Page efficaci e di maggior successo usano immagini che danno al lettore un’idea di quello che può aspettarsi e vanno, quindi, a completare l’offerta stessa.
    E’ veramente importante che si scelgano immagini professionali e buona qualità, perché mai come al giorno d’oggi siamo bombardati da pubblicità e stimoli visivi che ci hanno abituato a standard molto elevati: basti pensare che mentre facciamo zapping comodamente seduti sul divano in una frazione di secondo riusciamo a distinguere un film di Hollywood da una soap opera sudamericana.
    Quindi se vendiamo un servizio possiamo anche appoggiarci alle banche dati di immagini stock, mentre se vendiamo un prodotto meglio investire in un servizio fotografico professionale.
    La cosa veramente importante è evitare l’utilizzo di immagini non attinenti ma soprattutto che non riflettono quello che l’utente sta per ricevere.

    TESTIAMOLA, OTTIMIZZIAMOLA E SEGUIAMOLA!

    Ora che abbiamo una visione chiara di quelli che possono essere tutti gli elementi che compongono delle Landing Page efficaci, serve precisare che non tutti devono per forza essere presenti.
    Scegliamo con cura quelli che ci servono anche in base ai dati che abbiamo a disposizione e che effettivamente possono dare un valore aggiunto: inutile inserire a tutti i costi dei testimonial se non sono credibili o in target.

    Una volta impostata, è arrivato il momento di mettere alla prova la nostra nuova Landing Page:

    • La prova dei 5 secondi: guardiamola attentamente mettendoci nei panni di un ipotetico utente, se dopo che osserviamo la pagina per 5 secondi non riusciamo ancora a capire di cosa tratti, quale sia l’offerta e come ottenerla, allora ci sarà bisogno di apportare delle modifiche. Continueremo così, finché la pagina non passerà il test dei 5 secondi.
    • Responsive: sia che abbiamo usato un template, sia che l’abbiamo costruita da zero con le nostre mani, assicuriamoci che tutta la pagina sia ottimizzata per la visualizzazione da Mobile, altrimenti verremo pesantemente penalizzati nelle ricerche, vanificando il nostro duro lavoro di costruzione e di SEO per delle Landing Page efficaci!
    • Look & feel: ovvero l’unione coerente di tutti gli elementi, che in armonia influenzano il modo in cui l’utente percepisce un sito. Per esempio: anche il bottone di invio del form deve corrispondere a questo criterio perché gli utenti sono sempre più attenti e l’impiego di pulsanti generici, comuni a diversi siti, danno un’idea di bassa qualità, o peggio, di pagina ingannevole. Quindi la personalizzazione è una buona strategia.
    • Ringraziamo: ricordiamoci di impostare una pagina di ringraziamento a chi a compilato il form o acquistato il nostro prodotto! Questa operazione, oltre a dare un buon feedback al nostro utente, ci da la possibilità di tracciare al meglio le conversioni!
    • Monitoriamo: visto che lo scopo delle Landing Page efficaci è convertire, ricordiamoci di controllare le statistiche che questa genera, per capire quello che funziona oppure no ed eventualmente intervenire tempestivamente dove serve.

    Infine, un consiglio un po’ banale ma che è bene ribadire, dato che spesso concentrandosi su una cosa si perde la visione d’insieme: considerando tutta la fatica che abbiamo fatto per studiare, ideare, comporre e realizzare la nostra Landing Page, usiamo lo stesso “mood” anche per pubblicizzarla, in modo che chi clicca su un link o un banner abbia subito la percezione di essere arrivato nel posto giusto. L’incoerenza genera confusione e allontana i potenziali clienti!

    (*)Squeeze Page: la squeeze page è più corta e serve solo per acquisire contatti dando spesso in cambio un “contenuto gratuito”. Tipico trovare siti in cui lasciare la mail per scaricare un e-book gratuito. 

  • Scopri Acme Divi Modules Plugin

    Acme Divi Modules Plugin

    Acme adora Divi, si sa. Per questo abbiamo pensato di creare un plug-in che possa incrementarne le funzionalità!

    Che il Team di Acme sia un accanito ed entusiasta sostenitore, oltre che utilizzatore, di Divi di Elegant Themes non è una novità. Molti  dei nostri siti web sono realizzati con questo fantastico e versatile template che consente ai nostro reparto grafico di studiare design accattivanti con le personalizzazioni più estreme.
    E se anche voi siete innamorati del nuovo Divi 3.0 e del suo Visual Builder sicuramente apprezzerete questo plugin!
    Si, perchè Acme Divi Modules Plugin è un nuovissimo strumento gratuito che, come gli altri plugin realizzati da Acme, potete scaricare dal Repository di WordPress.org.

    Acme Divi Modules Plugin è un set di tools che aggiungono ed estendono le funzionalità dei moduli Divi. Se già utilizzi il Divi Builder e vuoi aumentare le features di questo framework, Acme Divi Modules è il plugin che fa per te.

    Grazie ad Acme Divi Modules Plugin potrai modificare lo slug “projects” nei permalink, utilizzare qualunque tipo di post per il modulo “portfolio” o “blog” (non più solo i projects!!!!), potrai visualizzare facilmente gli excerpt e cambiare l’ordinamento dei risultati oltre al numero delle colonne che vuoi visualizzare.
    Una volta installato creerà una sezione ‘ACME Divi Modules’ all’interno della dashboard WordPress. A questo punto ti basterà accedere e impostare facilmente i tuoi preset.

    Se usi Divi e vuoi aprire il modulo Portfolio o il modulo Blog a nuove possibilità, Acme Divi Modules Plugin è lo strumento che stavi aspettando!
    Non sei curioso di provarlo? Ne resterai soddisfatto, parola di Acme!

  • Attenzione alle tendenze SEO 2017

    Lo sappiamo: internet, il digitale e in generale la tecnologia si evolvono continuamente.
    Cosi anche il nostro lavoro sul sito ed in particolare sulla SEO deve stare al passo con i cambiamenti.

    Scopriamo insieme le nuove tendenze SEO 2017 per essere competitivi e aggiornati.

    #1 MOBILE ONLY

    Che i dispositivi mobile siano sempre più importanti è un dato di fatto ormai assodato, tanto che il mantra per tutti gli addetti ai lavori finora era “Mobile First”.
    Con il nuovo anno però non è più sufficiente. Google nei prossimi mesi inizierà a fare riferimento unicamente alla versione mobile di un sito per valutarlo e fissarne il Ranking.
    Pertanto i siti non responsive e privi di un layout specifico per la visualizzazione da mobile verranno pesantemente penalizzati in termini di visibilità.
    Se consideriamo che il tempo di navigazione da cellulare è cresciuto da 0,3 ore/giorno del 2008 alle quasi 3 ore/giorno del 2015, si capisce la necessita di un cambiamento come quello messo in atto da Google.
    La previsione è che il trend cresca in futuro, e occorre essere pronti!

    Non viviamo in un mondo mobile first, viviamo in un mondo mobile only.
    Avinash Kaushik –  Digital Marketing Evangelist di Google

    Il punto di partenza per l’analisi e la realizzazione di un sito diventa quindi il mobile, e anche nelle strategie SEO dovremo tenere in considerazione le diverse caratteristiche di questi dispositivi.
    Come? Focalizzandoci sempre più sui criteri delle ricerche vocali, che Google, ma anche Microsoft, Apple ecc. stanno ormai perfezionando da anni per interpretare frasi complesse nelle ricerche on-line degli utenti.

    #2 IL SOCIAL LISTENING

    Come già accennato nel precedente articolo sul Copywriting, uno strumento sempre più importane è quello di indagare come viene percepito un marchio dal pubblico attraverso i social ed i forum, quali sono i suoi punti di forza e le sue debolezze, chi sono i competitor e chi gli “influencer“, ovvero quei personaggi in grado di spostare, in alcuni casi anche in modo determinante, l’ago della bilancia dell’opinione pubblica in un contesto specifico.
    Queste informazioni sono preziosissime per individuare il target dei nostri clienti o potenziali tali, e per scoprire anche in termini di SEO qual è il linguaggio utilizzato dal nostro “cliente tipo”.

    Un consiglio un po’ spassionato da “addetti ai lavori” è quello di “diffidare delle vostre certezze”, perché spesso sono proiezioni di vostre sensazioni o speranze.
    Occorre invece elaborare con occhio critico i dati raccolti e analizzare in modo oggettivo quanto appreso nel social listening.

    #3 I CONTENUTI CONTANO

    Un altro importantissimo mantra per chi si occupa di SEO è “Content is the king”.
    Applicare le migliori tecniche SEO a dei contenuti che non sono di qualità e non sono corretti rispetto al target di riferimento è assolutamente inutile.
    Google stessa sta dedicando molte risorse alla messa a punto di sistemi di analisi che riescano a riconoscere e premiare i contenuti, con l’obiettivo di restituire ai suoi utenti un servizio di qualità sempre maggiore.
    Quindi è iniziata l’era del “Content is the whole kingdom”, ovvero il contenuto non è solo il re, ma tutto il regno.
    Content marketing e storytelling hanno dimostrato la propria efficacia e sono la strada migliore per la promozione.
    Attraverso la “storia” che raccontiamo con il nostro sito dobbiamo innanzitutto attirare, quindi coinvolgere e infine ispirare il pubblico. La SEO, quindi, dovrà essere studiata per adempiere correttamente ai bisogni di ciascuna di queste tre fasi.

    #4 NON CADERE NEL TRANELLO DEI “TROPPI DATI”

    Oggi cresce anche l’importanza di Big Data e Analytics, esponendoci al rischio concreto di lasciarsi travolgere da una quantità esorbitante di numeri: il messaggio lanciato chiaramente dagli esperti è quello di evitate la psicosi dei dati.
    Non serve accumularli in modo compulsivo, piuttosto è importante selezionare le informazioni che ci servono davvero e soprattutto riuscire a tramutarle in azioni utili.
    Un consiglio sicuramente valido è quello di non affidarsi ciecamente ai dati demografici, poiché spesso non corrispondono in modo univoco a comportamenti digitali specifici.
    Meglio invece suddividere il pubblico in base a interessi e azioni, per pianificare la strategia SEO di conseguenza.
    Il modello proposto dal Digital Evangelist di Google è composto da quattro gruppi:

    • See, coloro che cercano informazioni generali su un argomento poiché sono appassionati
    • Think, le persone che vogliono approfondire e che leggono recensioni, pareri, schede tecniche
    • Do, ovvero coloro che sono intenzionati ad acquistare un articolo
    • Care, i preziosi clienti che si affezionano a un marchio.

    Per ciascun gruppo è necessario utilizzare una comunicazione mirata e individuare gli strumenti e gli ADV più appropriati.

    Queste al momento le novità principali in merito alle tendenze SEO 2017.

    Se sei interessato ad approfondire l’argomento SEO, puoi trovare diversi articoli sul nostro BLOG. Mentre se hai necessità di capire se è arrivato il momento di aggiornare il tuo sito web, puoi trovare tutto quello che ti serve in questo articolo!

     

    [box type=”bio”] Acme è una web agency di Milano giovane e dinamica che sviluppa siti internet personalizzati, studia la brand identity per prodotti e aziende, offre servizi di web marketing e SEO. Acme mette a disposizione la propria esperienza e competenza per dare risposte semplici ed efficaci per chi si affaccia al web.[/box]